Home Veneto Attualità Cosa ha insegnato questa pandemia alle aziende?

Cosa ha insegnato questa pandemia alle aziende?

La pandemia che stiamo affrontando ha cambiato radicalmente il nostro mondo ed in particolar modo ha rivoluzionato il mondo del lavoro.

Le aziende, infatti, hanno dovuto imparare a convivere con un nuovo modo di affrontare il lavoro – ossia lo smart working – ed hanno ben capito l’importanza di investire sul mondo digital e di digitalizzare i processi produttivi per guardare al futuro con ottimismo.

In alcune regioni, come ad esempio in Veneto, sono stati fatti grossi passi in avanti da questo punto di vista. Soprattutto dal punto di vista del Pubblico dove lo smart working ha trovato terreno fertile. Nelle sedi dell’Inps del Veneto (2mila i suoi occupati), come anche in quelle dell’Agenzia delle Entrate (2.500) durante il lockdown il 99 per cento dei lavoratori era in «telelavoro agile», oggi, rispettivamente, il 35 e il 30 per cento sono in presenza e tra chi è a casa qualcuno è persino rientrato nelle città di origine, spesso a Sud, continuando a timbrare virtualmente il cartellino.

In comuni grandi come può essere Venezia nei mesi più gravi della pandemia solo il 15 per cento andava in ufficio – meglio, in strada, si trattava infatti dei vigili – e adesso si arriva quasi al 50. A Jesolo gli smart worker scendono al 25/30 per cento e a San Donà di Piave al 15. Nella Regione Veneto, che già pre-Covid aveva aderito a un progetto per potenziare il lavoro agile, di 2.749 dipendenti, 1.428 hanno beneficiato del lavoro a distanza.

L’importanza della digitalizzazione

Come detto in precedenza le aziende sono chiamate a digitalizzare i propri processi. In questo senso vanno gli sforzi promossi dalla Regione Veneto a vantaggio del settore turistico che è tra i più colpiti dalla crisi sanitaria da Covid-19. Infatti, a causa del lockdown, della paura dei contagi e di altre motivazioni simili, molte persone quest’anno hanno rinunciato ad una vacanza, anche di pochi giorni. Di conseguenza, molte strutture come Hotel, campeggi, B&B, stabilimenti di ogni tipo hanno accusato gravi perdite. La Regione Veneto ha stanziato un fondo da 3 milioni di euro per sostenere la ripresa delle aziende di settore. Nello specifico, il bando incentiva la digitalizzazione di tali imprese. Infatti, le nuove tecnologie rappresentano sicuramente un canale per crescere anche durante l’emergenza.

L’obiettivo del bando della Regione Veneto è promuovere gli investimenti in ambito digitale da parte delle aziende venete del settore ricettivo e turistico, gravemente colpito dalla crisi sanitaria ed economica del Covid-19. La misura nasce quindi per facilitare la ripresa dei flussi turistici dopo l’emergenza. Inoltre, con il bando si intende migliorare l’efficienza delle strutture ricettive in termini di sostenibilità e tutela dell’ambiente. A tal fine si è stanziato un fondo di 3 milioni di euro.

Inoltre sono stati creati altri bandi per la digitalizzazione. La Regione negli scorsi mesi ha stanziato 3,1 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese artigiane del territorio. L’agevolazione viene erogata sotto forma di voucher a fondo perduto che ha un valore massimo di 7.500 euro e che copre il 75% delle spese ammissibili. Il bando prevede due misure: la prima dedicata a consulenze specialistiche per la digitalizzazione, la seconda al ricambio generazionale dell’azienda.

La banda ultra larga

Al centro di questi progetti c’è senza dubbio lo sviluppo della banda ultra larga. Da questo punto di vista a primeggiare l’Umbria con l’80,8% dei civici coperti, staccando nettamente Marche (51%) e doppiando la Liguria, terza classificata (38,6%). Sopra il 30% di civici coperti ci sono anche Piemonte (34,4%), Lazio (34,2%) e Veneto (30,8%). L’istituto I-Com si è spinto in un’elaborazione ulteriore comprendendo nel novero anche le aree bianche, quelle più svantaggiate su cui c’è Open Fiber che sta lavorando, in ossequio a tre bandi pubblici vinti per la realizzazione di una rete pubblica che sarà data in concessione ventennale, appunto, alla controllata di Enel e Cdp. Il risultato generale non cambia: dal 18,4% dei civici coperti si salirà al 74,4 per cento.

Su questi dati e propositi degli operatori Infratel ora costruirà, per esclusione e quindi per le aree rimaste fuori da coperture e progetti delle telco,i bandi per favorire l’infrastrutturazione nelle aree grigie, con una dote spalmata su tutto il territorio nazionale che, a quanto risulta al Sole 24 Ore, dovrebbe attestarsi sui 500 milioni di euro. Investimenti indispensabili per guardare al futuro con ottimismo anche dal punto di vista privato visto l’ampio utilizzo della rete da parte dei cittadini per i momenti di svago grazie ai noti social network o di giochi come NetBet Casino, ma anche per fare acquisti online, informarsi o per controllare semplicemente il proprio conto bancario tramite i servizi di home banking.