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Delta Calcio: Abrefah al lavoro per tornare più forte di prima dopo l’operazione

Il centrocampista è convinto della scelta di rimanere a Porto Tolle: “Qui si può fare un ottimo calcio”

Emanuel Abrefah
Emanuel Abrefah

Un altro mese di assenza, poi, Emanuel Abrefah, centrocampista del Delta, tornerà più forte di prima. L’operazione, effettuata a fine ottobre alla clinica di Abano, dopo la frattura di tibia e perone è perfettamente riuscita e, dopo una prima fase di riposo dove il giocatore 29 enne nato a Thiene da genitori ghanesi, Margheret e George, non poteva appoggiare il piede a terra, dovrà ora rinforzare la muscolatura di flessore e quadricipite. Ma il carattere estroverso di Abrefah, la sua grande voglia di lottare sempre, lo aiuterà di sicuro per un veloce recupero, assieme, anche, alla vicinanza dei suoi compagni di squadra.
Abrefah, è uno dei pochi riconfermati dalla stagione scorsa.

“Ho voluto fermamente rimanere a Porto Tolle, perché ero e sono convinto che qui si può fare un ottimo calcio. Ad inizio preparazione eravamo in pochi, con la società che ha fatto scelte oculate e accurate, senza fretta e senza fare tanti proclami. La decisione di riconfermare il tecnico Andrea Pagan è stata saggia, perché il mister è molto preparato e ha un’idea di gioco positiva e propositiva. Le partite prima dello stop del 4 novembre hanno dimostrato che tutto il gruppo è all’altezza di stare nei primi posti della classifica e il merito è di tutti: sentiamo la vicinanza della società, con un presidente che dà tanto e giustamente pretende tanto, ai tifosi, che, nonostante non possano essere sugli spalti ci fanno sentire la loro vicinanza. Tra noi giocatori e i nostri tifosi, si è veramente creato un rapporto straordinario, di amicizia e quando giochiamo lo facciamo impegnandoci al massimo anche per loro”.

Una squadra, il Delta, dove qualità e quantità sono ben equilibrati. In mezzo al campo, Episcopo, Cavallini, Trajkovic e Abrefah garantiscono quantità e sostanza, in attacco tanta qualità con Raimondi, Cicarevic, Barone. Un giocatore, Abrefah, che in serie D ha vestito le maglie del Val d’Aosta, della Triestina e della Clodiense. E, nel 2010, sfiorò il professionismo con l squadra della Repubblica Ceca del Viktoria Pilzen. “Sì, ricorda, andai ad allenarmi con il Viktoria Pilzen per un periodo proprio quando giocavano in Europa League contro Atletico Madrid e Napoli, un’esperienza meravigliosa che mi è servita nel mio cammino con il calcio.” Che ti ha fatto calcare il prato del Nereo Rocco. “Trieste è una piazza storica del calcio e l’attuale serie C va stretta. Io l’ho vissuta ed è una cosa incredibile. Giocare al “Nereo Rocco”, in quello stadio con una grande tifoseria è stato pazzesco. Ricordo gli oltre 6 mila spettatori in una delle ultime partite.”

Ritorniamo al presente, al Delta e ad un girone molto bello. “Sì, è vero. Ci sono tante squadre attrezzate per stare in alto in classifica come Trento, Mestre, Cjarlins Muzane, Luparense, altre come Campodarsego, Adriese, Arzignano che sono in ritardo in classifica ma che hanno organici importanti. Noi, meritiamo di stare lì, in alto e abbiamo tutte le carte in regola per dire la nostra in maniera importante”.

Cristiano Aggio

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