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Delta, verso un altro riconoscimento: “Marchio Patrimonio Europeo”

Dopo l’attestazione Cets il Delta mira a mettersi in mostra anche a livello europeo

Candidatura Marchio Patrimonio Europeo
Candidatura Marchio Patrimonio Europeo

Se da un lato l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po ha di recente portato a casa l’attestazione Cets (Carta europea del Turismo Sostenibile), dall’altro è in corsa per un secondo riconoscimento di pregio. Si tratta del Marchio del Patrimonio Europeo, la cui candidatura è stata presentata da alcuni dei componenti il comitato direttivo dell’ente.

Un salto di qualità – per il presidente Moreno Gasparini – nell’ambire, oltre ad una visione slowturistica e di biodiversità, anche ad unastorica, culturale ed architettonica, che nel territorio dell’ente non è da sottovalutare”.

Non solo il turismo dell’ombrellone e della bicicletta dunque, ma anche il valore aggiunto rappresentato da casolari, ville padronali e musei. “Nel progetto regionale della candidatura sono allegati una serie di musei che metteremo in collegamento – ha spiegato ancora il presidente – quello di Adria con quelli di Quarto d’Altino, Venezia e Comacchio. Con quest’ultimo, nel parco deltino emiliano, la corrispondenza è interregionale egli obiettivi gli stessi; abbiamo una geomorfologia leggermente diversa ma per quanto riguarda la visitazione l’itinerario è unico ed allargato”.

Dopo il riconoscimento Unesco MaB del 2013-2015, il Delta mira così a mettersi in mostra a livello europeo, dal momento che una località viene riconosciuta ogni due anni per stato membro (l’ultima a livello nazionale fu Ostia Antica). “La vocazione turistica non è intesa come una mission momentanea dell’ente,o la ricerca di un’altra medaglia da mettere al petto, ma come un’esigenza sentita dal territorio – ha aggiunto Gasparini – Un grazie a Cariparo che ci dà la possibilità per correre e arrivare al marchio, e all’avallo dato dalla direzione regionale dei musei”. E a parlare per la regione è intervenuto in diretta video l’assessore Cristiano Corazzari, che ha considerato la candidatura un appuntamento importante per generare attrattività sul territorio. “Il comparto turistico sta passando un momento di sofferenza e nasceranno soluzioni alternative: dobbiamo farci trovare pronti sui nostri punti di forza, ovvero un territorio integro da coniugare con l’offerta artistica che oggi manca per il Parco – ha riflettuto l’assessore – dal Recovery Fund ci aspettiamo segnali importanti: finanziamenti di progettualità per fornire il territorio di infrastrutture utili alle attività umane”. Nella storia di questo marchio è la prima volta che l’Italia propone una candidatura tematica: delle sei aree nazionali candidate, solo due andranno al vaglio della Commissione europea che delibererà entro il 1° marzo.

Fabio Pregnolato

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