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Este, Deangeli è lo studente dei record: 5 lauree in 4 mesi

Cinque lauree in quattro mesi per un obiettivo ambizioso: sconfiggere un giorno le malattie neurodegenerative.

Giulio Deangeli

Giulio Deangeli, 25enne atestino, si conferma lo studente dei record. Il 15 dicembre scorso ha ottenuto il diploma magistrale in Scienze Mediche alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un titolo che di fatto equivale a un master di secondo livello e che è il coronamento di una storia accademica costellata di successi: 150 esami in sei anni chiusi col 30 e cinque lauree in quattro mesi, tutte col massimo dei voti.

La “collezione” di allori è iniziata lo scorso luglio, quando nel salotto di casa ha discusso la tesi in Medicina. A settembre è toccato a Biotecnologie, a ottobre a Ingegneria biomedica, a dicembre il quarto capolavoro con la laurea magistrale in Biotecnologie molecolari subito seguita dal diploma magistrale, suggello di un percorso universitario da primato nazionale.

“Questo è nuovo punto di partenza: il percorso multidisciplinare mi ha permesso di acquisire un bagaglio di competenze da mettere a frutto nella ricerca – spiega –. E spero di incoraggiare tanti altri giovani”. L’ultima tesi l’ha discussa in Municipio, sottolineando ancora una volta il forte legame con la sua città, a cui negli ultimi anni ha dato importanti contributi in termini di orientamento universitario e divulgazione scientifica. Adesso per il brillante neo dottore è arrivato il momento tanto atteso, in cui potrà dedicarsi completamente alla ricerca: in primavera volerà a Cambridge per il dottorato per cui ha ottenuto ben cinque borse di studio.

“Non vedo l’ora – confessa –. Spero di poter fare progetto che coinvolge in maniera cross-comparativa le varie malattie neurodegenerative: sarebbe un aspetto interessante perché le patologie, pur avendo fenotipi clinici diversi, presentano parecchie somiglianze”. La passione per le neuroscienze è nata fra i banchi del liceo: di cervello si parlava troppo poco, così Giulio ha deciso di studiarlo da autodidatta laureandosi vice campione mondiale alle Olimpiadi delle Neuroscienze nel 2013. Dietro alla determinazione con cui intende dare un contributo alla lotta contro le malattie neurodegenerative (come Alzheimer, Parkinson e Sla) non c’è soltanto la consapevolezza dell’impatto sociale di queste patologie ma anche un’esperienza familiare che ha lasciato il segno.

“Ho perso un nonno. So cosa significa – racconta –. Queste patologie sono fonte di tragedie colossali per le famiglie. E purtroppo non abbiamo nessuna arma per difenderci: ad oggi non esistono cure eziologiche, capaci cioè di agire alla radice, ma soltanto terapie palliative che leniscono i sintomi. Credo che anche soltanto un piccolo passo verso una cura sia un obiettivo per cui vale la pena spendersi”.

 

Maria Elena Pattaro

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