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Este, discarica interrata scoperta dai “Rancura scoasse”

Il gruppo “Rancura scoasse” ha scoperto una discarica interrata a poca distanza dall’oasi naturalistica della Restara

I "Rancura scoasse" e la discarica
I “Rancura scoasse” e la discarica

La loro missione è rendere la città un posto più pulito. E a inizio gennaio hanno colpito più che mai nel segno, scoprendo una discarica vecchia di oltre quindici anni e interrata a due passi dall’oasi naturalistica della Restara. Per i “Rancura scoasse”, il gruppo di giovani che dallo scorso novembre si dà appuntamento ogni sabato per ripulire le zone più degradate, quella del 9 gennaio era la prima uscita del nuovo anno. Divisi in varie squadre e tutti muniti di sacchi e pinzetta acchiappa rifiuti, gli otto volontari di quel pomeriggio si sono dati appuntamento nel polmone verde di Este, attraversato da una pista ciclabile percorsa tutti i giorni da decine di atestini. Erano sicuri di trovare rifiuti, visto che il prato e i due boschetti compresi tra la regionale 10 e la casa di riposo sono luoghi di ritrovo per bivacchi e pic-nic, ma non immaginavano di dissotterrare una discarica con oggetti di ogni tipo.

«Ci siamo accorti di un bidone tra le erbacce – racconta Giacomo Visentin, uno dei volontari –. Liberandolo abbiamo sentito che il terreno calpestato scricchiolava, come se sotto ci fosse uno strato di plastica». Ai ragazzi, increduli, è bastato scavare pochi centimetri per estrarre cinque sacchi con dentro lattine, bottiglie, vestiti, ma anche posate, piatti in ceramica e pennarelli. «Un albero aveva le radici letteralmente fatte di lattine».

Con data di scadenza 2004. Segno che quei rifiuti sono lì da parecchio. I volontari hanno dissotterrato anche oggetti ingombranti come un materasso, un copertone, un rastrello e bidoni di vernice. Intuendo che l’inquinamento poteva estendersi ben oltre quel loro scavo fatto alla bell’e meglio, hanno avvertito la polizia locale. L’ufficio Ambiente del Comune, messo al corrente del ritrovamento, ha avviato l’iter previsto in questi casi in modo da verificare la natura e l’estensione dell’inquinamento. Rassicurante l’esito dei primi sopralluoghi, che escludono la presenza di rifiuti pericolosi. La discarica interrata sembrerebbe piena di rifiuti domestici.

«Provvederemo a tutte le verifiche del caso, compreso un controllo a campione sui terreni circostanti» – afferma l’assessore all’Ambiente Sergio Gobbo. Ci si interroga anche sull’origine della discarica che, secondo le ipotesi dell’assessore, potrebbe essere il risultato di uno sversamento “stratificato” nel tempo oppure di un vecchio bivacco di senzatetto che è stato interrato.

Maria Elena Pattaro

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