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Este, morta a 109 anni Marcella Boldrini

Con i suoi 109 anni era la nonna più anziana del Veneto e una delle più longeve d’Italia, nonché la “custode” della memoria di Este.

Marcella Boldrini

Marcella Boldrini, un tempo attivista per il voto femminile, si è spenta la mattina dell’8 gennaio, nel suo letto, circondata dall’affetto dei figli. Sostenuta dalla tenacia che l’ha sempre contraddistinta, è rimasta lucida e autosufficiente fino alla fine: «Camminava e si faceva il caffè da sola» – racconta il genero Franco Greggio. Quello della famiglia Boldrini è un Dna davvero invidiabile visto che anche le altre due sorelle hanno raggiunto età venerande: Wilmer, che abita a Este, ha spento 103 candeline e Isdea, che vive invece in Brasile, ha compiuto 98 anni. Marcella, nata nel 1911 ha vissuto infatti due guerre mondiali, due pesanti crisi economiche (quella del 1929 e quella del 2008), due terribili epidemie: la spagnola del 1918-1920 e ora anche la pandemia di Covid-19.

Tra i tanti avvenimenti a cui ha assistito l’arzilla atestina c’è anche il primo suffragio universale. Convinta sostenitrice del voto femminile, nel 1946 percorreva in bicicletta le campagne dell’Estense con un plico di volantini sottobraccio insegnando alle maggiorenni come votare. Da ragazza ha lavorato alla Saffa di Este, ex fabbrica di fiammiferi, per poi dedicarsi alla famiglia, in particolare ai cinque figli: Silvana, Tino, Franca, Erziano, Lucia, a cui poi si sono aggiunti i numerosi nipoti. L’affetto dei suoi cari è stato un ingrediente importante dell’elisir di lunga vita che le ha permesso di spegnere 109 candeline il 29 novembre scorso.

Oltre agli auguri a distanza fatti dalla sindaca a nome dell’intera città erano arrivati anche quelli del presidente del Veneto Luca Zaia durante la consueta conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia. Carattere tosto e piglio deciso, Marcella dava ancora “ordini” in casa sulle cose da fare. Sì perché secondo lei il segreto per una vita lunga e felice era tenersi sempre in attività, oltre a mangiare poco e non bere più di un’“ombra” al giorno. Ed è quello che ha fatto fino a pochi giorni prima di spegnersi. La sua è stata una morte dolce, nel letto e della sua abitazione del quartiere Pilastro, tra le braccia dei due figli che hanno vissuto con lei fino all’ultimo.

«Voleva morire nella sua casa, come i genitori – dice il genero – e tra le ultime volontà ci ha chiesto di celebrare il funerale nella chiesa della Madonna del Pilastro, nella parrocchia che per decenni l’ha vista impegnata come catechista e come attivista dell’Azione Cattolica».

«Ci ha allietato con la sua simpatia, forza d’animo e con un grande senso civico – le parole di cordoglio della sindaca Roberta Gallana –. È sempre stata molto orgogliosa di Este».

Maria Elena Pattaro

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