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Il porta a porta secondo Chiara Gallani: “Orgogliosa dei padovani e della loro risposta”

L’assessora all’ambiente punta il dito contro Bitonci: “Con lui non c’era più un piano, oltre un anno per riprogettare”

Chiara Gallani
Chiara Gallani

Dici raccolta differenziata e c’è chi a Padova si mette le mani fra i capelli e scuote la testa. Gli chiedi perché e allora saltano fuori i ritardi nel completamento del progetto del porta a porta, le quattro modalità diverse di raccolta urbana, l’Arcella divisa a metà, la quantità di secco che fa della città del Santo il penultimo capoluogo veneto nella lista dei virtuosi di Legambiente in regione. E chi più ne ha più ne metta. Per capirci di più abbiamo bussato alla porta di Chiara Gallani. L’assessora all’ambiente della giunta Giordani parte riavvolgendo il nastro fino al 2011, anno in cui Flavio Zanonato decide di avviare il porta a porta partendo dalla cintura e con gli anni ecco che il piano inizia ad entrare nei quartieri. “Ma quando siamo arrivati a Palazzo Moroni abbiamo dovuto riprendere tutto in mano e lavorarci un anno intero per poter ripartire all’inizio di ottobre del 2018. C’era un buco di programmazione, mancavano la pianificazione e il piano di investimento e quindi l’azienda non era pronta”.

Il punto sul progetto avviato nel 2011 da Flavio Zanonato

Il piano economico finanziario complessivo per il porta a porta è un investimento che vale 45 milioni di euro. Ma senza programmazione e pianificazione AcegasApsAmga, multiutility del gruppo Hera, non può agire. “Sotto Bitonci non c’era più un piano”. Gallani punta il dito sull’ex amministrazione e spiega così perché nel 2017 la sua giunta non abbia potuto fare altro che ricominciare da lì dove tutto si era fermato, progettando quattro step per riuscire a chiudere il cerchio. Primo passo, Arcella Ovest. “Oltre quarantamila padovani coinvolti, che ci hanno consentito di superare la metà degli abitanti raggiunti dal porta a porta. Si è trattato di un momento importantissimo per proseguire, ma il Covid ci ha costretti a rallentare”. Arcella Ovest, dove il piano è stato avviato il primo novembre 2019, per Chiara Gallani è un fiore all’occhiello. “È il simbolo più importante della città, perché siamo andati ad aggredire il quartiere più popoloso di Padova e la zona maggiormente preda dell’abbandono dei rifiuti anche da fuori. La risposta è stata ottima, un risultato virtuoso che va ben oltre il boom iniziale che si registra solitamente con l’avvio del porta a porta”. A fine 2020 la percentuale di raccolta ha toccato il 73,52%. “Un risultato ottimo”, lo definisce l’assessora, che annuncia l’imminente avvio anche nella parte Est del quartiere: “Quattro mesi di preparazione e si parte”.

Un quartiere diviso in due per una questione di numeri. Il piano comunale prevede infatti partenze a gruppi che vanno da 8mila a non oltre 16mila abitanti. Perché la questione va affrontata con le assemblee di quartiere, con la progettazione di isole ecologiche nei condomini, con una comunicazione mirata. I risultati dipendono da quanto i cittadini si sentono coinvolti, dalla sensibilizzazione, da come differenziano. Un piano che non avrebbe mai potuto azzardare un giorno zero per tutta la città, come è successo a Treviso. E non solo per la diversa popolosità dei due capoluoghi. “Padova è diversa per urbanizzazione e per caratteristiche”, sostiene l’assessora all’ambiente. Padova ha un polo universitario di 60- 70mila persone con ricadute diverse sui rifiuti rispetto a un cittadino. Padova ha un polo ospedaliero che è una città nella città. Padova ha una zona industriale importante. “Ci stiamo lavorando. Abbiamo iniziato con il Centro Ingrosso Cina, che non differenziava la plastica. Stiamo dialogando con l’Università. Perché questa è una città costretta a lavorare in due direzioni ed è per questo che sono orgogliosa che per la prima volta questa amministrazione sia riuscita ad incrementare la raccolta differenziata, dando un’accelerata notevole. Ottantamila persone in più coinvolte nel porta a porta lo considero un ottimo risultato”, dichiara Gallani.

La prima grande sfida era l’Arcella Ovest, con “polemiche che ci hanno dato modo di valutare nuovi parametri e proposte, perché chi viene investito dal cambiamento ha paura e io devo avere la giusta attenzione e sensibilità”. Gli obiettivi del 2021 sono il completamento dell’Arcella – “un quartiere caldo che si sta dimostrando migliore di altri” – e la continuazione dell’opera nella zona industriale. Nel frattempo è stata creata una squadra ambientale formata da polizia locale, personale degli uffici comunali, AcegasApsAmga che, grazie alla collaborazione dei cittadini, cerca di contrastare l’abbandono dei rifiuti. Pronta, in sinergia con l’assessorato alla sicurezza urbana e polizia locale guidato da Diego Bonavina, anche una telecamera mobile.

Sara Salin