Home Breaking News Padova, Bitonci: “Gallani chieda conto a Zanonato & Co. del perché il...

Padova, Bitonci: “Gallani chieda conto a Zanonato & Co. del perché il Comune oggi ha le mani legate”

Per il deputato leghista il porta a porta è un sistema superato da nuove tecnologie che consentono di differenziare i rifiuti direttamente dopo la raccolta

Massimo Bitonci

“L’occupazione principale dell’assessora dovrebbe essere quella di preoccuparsi di aver aumentato del cinque per cento la tassa sui rifiuti e di aver previsto un ulteriore aumento per il 2021 nonostante la grave crisi economica in atto, dimenticandosi invece dei tagli consistenti alla tariffa, ma anche all’Irpef, fatti dalla mia amministrazione. Sulla tassazione non ha fatto nulla”. Massimo Bitonci non le manda certo a dire e risponde così a Chiara Gallani, che definisce “l’impreparata assessora del governo Giordani”.

La titolare della delega all’ambiente del Comune di Padova sostiene infatti che, negli anni in cui il leghista è stato primo cittadino, non ci fosse più un piano per la raccolta differenziata. Lui sorride. “È l’ennesima dimostrazione che siamo di fronte ad un’amministrazione ferma, capace solo di concludere le opere iniziate da noi”. L’ex sindaco non ci sta proprio a passare per il responsabile di un piano che a suo avviso (fa tutt’altro che negarlo) è comunque sbagliato. “In due anni e mezzo non hanno trovato la soluzione e i cittadini sono molto scontenti. Sono lontani dalle esigenze della gente e questo è ancora più grave visto che possono fare riferimento ad un colosso come AcegasApsAmga, che fa parte del gruppo Hera. La loro è una linea demagogica e non solo per quanto riguarda ambiente e rifiuti, ma anche trasporti e sicurezza”.

Tassazione e demagogia, quindi. Alla fine la domanda rimane: i ritardi nella realizzazione del piano a chi vanno imputati? “Trovo ridicolo che un’amministrazione che ha governato per così tanti anni con Zanonato e poi con Rossi adesso dia la colpa a noi dei ritardi. Quando sono diventato sindaco – afferma Bitonci – ho trovato una gestione ferma e non in linea con le esigenze dei cittadini. A Padova si può fare la raccolta differenziata senza il porta a porta”. Sia chiaro, per il deputato il sistema spinto di raccolta differenziata non è da demonizzare in senso assoluto. Negli anni in cui è stato sindaco di Cittadella il porta a porta è stato un grande successo. Solo che si parla di un comune più piccolo e di quasi vent’anni fa. “Oggi va ascoltata la gente e non si deve spingere sul porta a porta”, ripete come fosse un mantra. “Ma il mio consiglio rimane inascoltato”. A onor del vero negli anni in cui ha governato la città Massimo Bitonci non ha chiuso il piano in un cassetto. La Guizza, per esempio, è partita. “È vero, siamo andati avanti. Ma c’era un progetto in corso per rivoluzionare la raccolta differenziata voluto dall’amministrazione precedente. Ho portato avanti la Guizza, ma prima ho cercato di capire le esigenze degli abitanti e ho cercato di fare in modo che fosse un cambiamento il meno pesante possibile”.

C’è da chiedersi perché, al di là delle difficoltà che i residenti possono incontrare nello stravolgere le proprie abitudini di vita, Bitonci sia così fermamente convinto che il porta a porta non sia il sistema migliore per Padova. “Perché non è più adeguato ai tempi. Perché non sono più gli anni in cui si doveva iniziare a differenziare e soprattutto perché oggi esistono nuove tecnologie e nuovi sistemi di differenziazione del rifiuto che consentono di operare sul prodotto successivamente alla raccolta anche senza il porta a porta”. Come dire, un piano anacronistico. “E la città adesso è lontana, perché chi ha governato negli ultimi quindici anni non ha voluto operare un rinnovamento”. Ma non finisce qui. Bitonci è un fiume in piena e non risparmia i colpi. “Forse l’amministrazione è preoccupata per gli investimenti sull’inceneritore e quindi ha pensato che fosse maggiormente conveniente continuare su questa linea”, ipotizza l’ex numero uno di palazzo Moroni. Che chiude con un invito rivolto direttamente all’assessora all’ambiente Chiara Gallani: “Chieda conto a Zanonato & Co. e agli amici di Giordani anche delle conseguenze dell’aver scelto di cedere quote importanti del Comune di Padova della società che oggi gestisce la raccolta dei rifiuti. Comune che oggi, per quella scelta, non conta assolutamente nulla e non ha più voce in capitolo per poter dare delle indicazioni politiche diverse”.

Sara Salin