Home Padovano Padova Padova, Bonavina: “Questione di testa...e di cuore”

Padova, Bonavina: “Questione di testa…e di cuore”

L’assessore allo sport, Diego Bonavina, annuncia il via ai lavori per lo stadio

Diego Bonavina, oggi assessore e avvocato, è stato un talentuoso centrocampista approdato sino ai campi della serie A
Diego Bonavina, oggi assessore e avvocato, è stato un talentuoso centrocampista approdato sino ai campi della serie A

Diego Bonavina è prima di tutto un signore che non ha paura a nascondere i propri sentimenti pur sapendo che quando si è chiamati ad amministrare la “cosa pubblica” lo si deve fare con attenzione e piena coscienza senza lasciarsi trascinare dalle emozioni. Ciononostante i sentimenti in questa storia c’entrano eccome. Perché l’attuale assessore e avvocato Diego Bonavina ha un passato da talentuoso centrocampista. Un centrocampista con un unico cruccio praticamente sino al termine della propria carriera agonistica: non essere mai riuscito a giocare nel Calcio Padova, la squadra per la quale tifa. Così nell’estate del 1999 accettò la proposta dei Biancoscudati e lasciò il Treviso. Non una scelta semplice: il Padova militava in serie C2, l’assetto societario non era dei più intraprendenti e la squadra appariva in caduta libera tanto da infilare retrocessione dopo retrocessione. A Treviso, invece, Bonavina era un vero e proprio idolo: capitano indiscusso di una squadra che aveva scalato le categorie sino ad approdare in Serie A.

“Non era un periodo semplice per il Calcio Padova – spiega Bonavina – e i fasti, i successi, i trionfi sportivi della presidenza di Sergio Giordani erano ormai soltanto un bel ricordo. Però io volevo giocare nella squadra della mia città e non ci ho pensato due volte accettando la proposta di un contratto biennale. Credevo di poter dare il mio contributo al rilancio del Calcio Padova e, infatti, alla fine del girone d’andata le cose andavano alla grande e la squadra era saldamente al secondo posto a soltanto un punto di distacco dalla prima. Poi tutti degenerò. Addirittura il presidente di una squadra avversaria ci minacciò con una pistola nel tunnel che dagli spogliatoio portava al campo. Voleva che perdessimo, voleva che il Padova andasse male. Secondo qualcuno sperava che un fallimento sportivo gli avrebbe consentito di comprare la nostra squadra a prezzo di soldo al termine di quella stagione. Non so se fosse vero. Però noi quella partita la vincemmo 2 a 0 e io, da capitano, denuncia quel presidente. Da quell’episodio in poi, però, il nostro ambiente non si riprese più, lo spogliatoio si spaccò, fu il caos. Terminammo la stagione in modo del tutto anonimo e io, nonostante avessi un altro anno di contratto, decisi di ritirarmi dal calcio”.

Il “dossier stadio”

Dopo 20 anni Bonavina si ritrova con un’altra “casacca”, quella di assessore allo sport, guidato da un sindaco che, poi, è anche il presidente per il quale avrebbe voluto giocare a Padova. E per le mani si ritrova il “dossier stadio”.

“Abbiamo studiato tutto con grande attenzione e rifare lo stadio Plebiscito non avrebbe avuto alcun senso, mentre il potenziamento dell’Euganeo, oltre ad essere economicamente più sostenibile, ci permette di compiere realmente un passo in avanti”.

E i conti in questo senso sono presto fatti. Il potenziamento dell’Euganeo costa 4milioni e 800mila euro oltre Iva e spese tecniche: 2milioni arrivano dal Bando Periferie, 800mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio e i rimanenti 3, gli unici che pagheranno direttamente i padovani, saranno acquisiti attraverso un finanziamento a tasso zero dal Credito Sportivo. Il progetto redatto dall’amministrazione Bitonci per la sola sistemazione dell’area parcheggio del Plebiscito prevedeva un investimento di 2milioni e 950mila euro.

“Costruire una nuova curva Sud a ridosso del rettangolo di gioco e non più a 70 metri come è adesso ci consente di ricavare lo spazio, utilizzando anche la curva attuale per ricavare due palazzetti dello sport da 1200 posti per il basket e il calcio a 5. Inoltre avere finalmente una curva “utile” garantirà, finalmente, una casa ai nostri tifosi con i quali abbiamo condiviso questo importate progetto ascoltando i loro preziosi suggerimenti e avvertendo tutto i loro incoraggiamento ad andare avanti con assoluta determinazione. Siamo consapevoli di compiere un’operazione in controtendenza rispetto alla strada che molte società hanno imboccato ovvero quella degli stadi di proprietà. Ma attraverso questa operazione noi garantiremo non soltanto uno stadio per il Calcio Padova, ma anche due palasport e una grande struttura, sicura e capiente, per il rugby e i concerti: elementi centrali nella vita della nostra Città. A ottobre termineranno i lavori per la costruzione della Sud, ma ci stiamo già muovendo per trovare i fondi, con l’aiuto dell’imprenditoria privata, per la curva Nord. Oggi il Padova occupa i primi posti nel proprio girone di serie C: speriamo che un impianto così importante sia di buon auspicio”.

Certo, questa è la ragione della scelta più giusta. Ma pensare che nel grande lavoro dell’assessore Bonavina che sognava, da calciatore, di guidare la squadra della propria città verso una giusta rinascita non ci sia una bella dose di sentimento appare veramente difficile.