Home Breaking News Padova: “Differenziata non è il porta a porta”

Padova: “Differenziata non è il porta a porta”

Per Lonardi, con il sistema adottato ad Arcella Ovest, è stata tolta dignità a molti condomini. “Non rifacciamo lo stesso errore ad Arcella Est”

Ubaldo Lonardi
Ubaldo Lonardi

Raccolta differenziata non significa porta a porta. Sostenere questo è mistificatorio. Differenziare i rifiuti è una conquista relativamente recente che consente un risparmio fondamentale attraverso un riciclo virtuoso degli stessi. Porta a porta, invece, è semplicemente una modalità di raccolta dei rifiuti delle abitazioni, degli uffici e negozi. Far coincidere le due questioni è una falsità ideologica”.

Ubaldo Lonardi, il vicepresidente del Consiglio comunale interviene sul “caso” Arcella

Non le manda a dire nemmeno Ubaldo Lonardi, vicepresidente del Consiglio comunale, in prima linea da anni non solo sulla questione della raccolta differenziata all’Arcella, dove vive e lavora, ma anche sul futuro del quartiere. “L’obiettivo, che tutti condividiamo da sempre, è differenziare: sul come è necessario discuterne – afferma –. Differenziano anche i cittadini che continuano a conferire i rifiuti nei cassonetti collocati in aree pubbliche ben attrezzate e controllate, come accade a Firenze, città storica, o Belluno, città veneta cosiddetta “verde” dopo la sperimentazione fallimentare del porta a porta. Differenziano anche i quartieri londinesi più avanguardisti che non occupano più i loro balconi con i rifiuti, ma, umido a parte, li raccolgono tutti insieme per differenziarli in impianti industriali robotizzati di nuova concezione. La modalità porta a porta non aggiunge quindi nulla, a parte il numero esorbitante di bidoni che hanno invaso l’Arcella modificando e umiliandone l’aspetto esteriore, già non dei migliori”.

Per Lonardi “la costruzione di isole ecologiche, chiamate così perché popolate da squadre di roditori, tolgono spazio ai condomini ai quali vengono sottratte aree verdi o parcheggi di proprietà privata. Non solo. I cittadini sono costretti a pagare tasse maggiorate per l’asporto rifiuti e farsi carico di organizzare un servizio per la pulizia di queste aree e per lo spostamento dei bidoni sulla strada – afferma il vicepresidente del consiglio comunale –. In questo modo viene tolta la responsabilità alle aziende pubbliche di asporto rifiuti che, a causa dell’aumento inevitabile dei costi con il porta a porta, riducono gli svuotamenti mensili trasformando le famose aree ecologiche in tanti depositi di cui sono responsabili i cittadini (e questo spiega l’inverosimile aumento del numero di bidoni rispetto allo stato precedente). E così possono tranquillamente continuare a fare utili che sono “rubati” ai cittadini ma consentono di ingraziarsi gli amministratori pubblici!”.

Con il porta a porta attuato all’Arcella, aggiunge: ”è stata tolta dignità a molti condomini, oltraggiati da questi nuovi depositi di rifiuti che sono divenuti il nuovo simbolo della reale volontà di una amministrazione che si era proposta di recuperare il degrado di un quartiere tanto popoloso quanto problematico. Simbolo della “nuova rinascita” del quartiere Arcella, è diventata così l’area ecologica all’incrocio più importante, tra via Tiziano Aspetti e via Ansuino da Forlì. Una vergogna che resterà come l’emblema che si traduce in concreto con quel famoso ritornello “Amo Padova” che ogni giorno sentiamo ripetere dal Sindaco”.

È fondamentale, pertanto, secondo Lonardi che “questo sistema non venga allargato alla parte est del quartiere e che si proceda alla progettazione e realizzazione di modalità diversa di raccolta dei rifiuti sull’esempio di realtà sempre più innovative di aree ecologiche pubbliche interrate, possibilmente con controllo elettronico del conferimento (smart). Potrebbe essere il primo banco di prova dell’incarico dato allo studio dell’archistar Boeri per la valorizzazione di uno dei quartieri più popolosi della città”.

Nicoletta Masetto