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Padova, presentato l’ammordernamento del termovalorizzatore. Giordani: “Vogliamo garanzie”

Si è svolta ieri, alla presenza di quasi 200 persone, l’assemblea di presentazione del progetto di ammodernamento del termovalorizzatore di Padova, organizzata in modalità on line nel rispetto delle norme anti Covid. L’opera, di Hera, richiede un investimento di 100 milioni di euro.

L’ammodernamento si inserisce nel piano della Regione per raggiungere la discarica zero, attraverso il potenziamento della raccolta differenziata da un lato e l’utilizzo del termovalorizzatore dall’altro, dato che l’impianto permette di bruciare non solo i rifiuti non riciclabili ma anche i rifiuti che arrivano dagli scarti della differenziata. Attualmente in Veneto la strada per arrivare all’obiettivo “discarica zero” è ancora lungo: sono 240 le kton/anno di rifiuto recuperato in termovalorizzatore, ma sono oltre 600 quelli ancora smaltiti in discarica.

Per quanto riguarda, nello specifico, l’impianto di Padova, nell’assemblea è stato ricordato che l’attuale Linea 1 risale agli anni Sessanta e la Linea 2 agli anni Settanta. Entrambe sono state progressivamente adeguate con le migliori tecniche dal punto di vista delle emissioni e per il recupero energetico, con un impatto trascurabile rispetto al territorio (in termini di emissioni e ricaduta al suolo), ma oggi è necessario massimizzare il recupero energetico con una nuova Linea con una capacità di trattamento da 300 t/g e un contenuto energetico dei rifiuti da 3000 kcal/kg, oltre al 50% delle emissioni in meno rispetto alle attuali. La Nuova Linea sarà alimentata con rifiuti solidi non pericolosi e eventualmente con rifiuti liquidi non pericolosi (percolato). Il tutto per una produzione di energia elettrica pari a 176.000 MWh e la possibilità di cedere energia termica. È stato inoltre garantito che ci sarà un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni al camino e delle emissioni di processo. Le due attuali linee saranno dismesse e demolite solo come ultimo step per garantire la continuità del servizio.

Per procedere con l’opera sono già state presentate le diverse autorizzazioni necessarie: VIA, AIA, Permesso edilizio-urbanistico a costruire, Autorizzazione paesaggistica, Nulla osta idraulico (Piano Tutela Acque), Autorizzazione Unica Energetica, Valutazione del progetto da parte dei vigili del fuoco e Concessione della derivazione delle acque superiori e allo scarico nel Piovego. Quanto al cronorpogramma, l’istanza è stata presentata in Regione il 9 dicembre 2020, le osservazioni del pubblico interessato potranno essere presentate dal 20 gennaio al 20 febbraio, nel 2022 è prevista la chiusura dell’iter autorizzativo e a settembre 2022 è previsto l’inizio lavori. A giugno 2025 l’avviamento della nuova linea.

 

Nuovo termovalorizzatore di Padova, Giordani: “Nessun preconcetto a priori, ma vogliamo le garanzie necessarie”

Giordani “Premetto che è la Regione che deve redigere il nuovo piano dei rifiuti, oggi scaduto, e che tiene le redini di questo processo autorizzativo. Ma chiarisco anche che  il Comune ha tutta l’intenzione di andare molto a fondo di questo processo, porre tutte le questioni  e spendersi per avere le garanzie necessarie, ma non ha facoltà di veto. Ecco perché auspico una forte collaborazione e interlocuzione con la Regione in un’ottica di totale trasparenza, dove si collabora volentieri ma con tutte le carte in vista sul tavolo”. Questo il commento del sindaco di Padova Sergio Giordano.

“Nessun preconcetto a priori – previsa -:, le due linee sono datate e va da sè che prima di dirmi contrario a un progetto di ammodernamento sugli standard di sicurezza ed emissioni vorrò approfondire tutto con la giunta. Allo stesso tempo, su alcune questioni vogliamo capire bene e capire tutto, perché noi cerchiamo e perseguiamo anzitutto la tutela dei padovani e del nostro territorio”. Livelli di emissioni totali (superiori o inferiori), livelli di autorizzazione all’incenerimento su base annua (aumento, invarianza o diminuzione), tempi di smantellamento reali delle linee obsolete e garanzie in merito, sistemi di monitoraggio delle emissioni all’avanguardia, nuovi standard e livelli di sicurezza ambientale,  investimenti per produrre calore ed energia per diminuire ancora le emissioni complessive in città, ristori e compensazioni ulteriori rispetto agli attuali per i quartieri interessati e per la città: sono le questioni sul tavolo. “Non sarà una discussione semplice – precisa Giordani -. Se da un lato l’alternativa alla termovalorizzazione è la discarica, dall’altro la nostra città punta sulla differenziata e vuole essere parte di un sistema regionale virtuoso, dove la Regione garantisce i giusti equilibri in base a criteri corretti”.

Quindi, la richiesta di dati per poter valutare: “Hera è una società seria, ma è chiaro che in assenza di un complesso sistema di dati, studi e garanzie, come sindaco trarrò le conseguenti considerazioni. Oggi è l’avvio di un percorso. Lavoreremo per la città e per i padovani senza risparmiarci. Rispetto allo stato di fatto attuale, l’investimento di Hera dovrà garantire più sicurezza, più qualità ambientale e trasparenza nella verifica della stessa, meno disagi per la città, più opportunità di generazione virtuosa di energia. Su queste basi, se si creeranno, si discuterà”.