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Progetto Herambiente, le FAQ sul rinnovo del termovalorizzatore

Riportiamo alcune delle più importanti domande in merito all’ammodernamento del termovalorizzatore di Padova

Di recente abbiamo trattato la tematica del rinnovo di alcune componenti del termovalorizzatore. Qui di seguito ripotiamo alcune domande/risposte più rilevanti in merito.

Tutti i dettagli, le ulteriori FAQ, sono disponibili e consultabili nel sito ufficiale di Hermabiente.

La maggior capacità di trattamento dell’impianto, farà sì che oltre ad arrivare più rifiuti dal Veneto, arriveranno anche più rifiuti dal resto dell’Italia?

Perché i sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani risultino efficaci, devono essere dimensionati su scala almeno Regionale come peraltro previsto nella normativa di settore (art. 199 del D.Lgs. 152/06).
L’impianto è ben dimensionato per le esigenze regionali. Questo significa che se, in applicazione della scala di priorità dell’Unione Europea (che prevede il ricorso alla discarica solo come ultima, residuale operazione), molti dei rifiuti non recuperabili prodotti dalla Regione potrebbero così non prendere più la via della discarica. Il bacino del Veneto è ampiamente sufficiente a saturare la capacità di trattamento dell’impianto.

Occorre, infatti, considerare che la regione Veneto, oggi conferisce ancora in discarica circa 600 mila tonnellate di rifiuti di matrice urbana all’anno (fonte Rapporti Rifiuti Urbani e Speciali ARPAV 2020 e 2019). Infatti, nel caso del termovalorizzatore di Padova, la possibilità di svolgere un servizio oltre i confini Provinciali significa contribuire a ridurre la quota di rifiuti urbani (e di derivazione urbana) conferiti nelle discariche della Regione.

Si è accennato al sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni. Come funziona? Cosa succedere se il sistema rileva un superamento dei limiti consentiti?

Il sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni effettua una misura della concentrazione degli inquinanti (tra i quali Ossidi di Azoto, Polveri, Acido Cloridrico, etc) e della portata dei fumi ogni 40 secondi. I valori misurati sono poi mediati su base semi oraria e giornaliera al fine della verifica del rispetto dei limiti normativi nel rispetto delle prescrizioni autorizzative.

A livello gestionale, sono fissate delle soglie di attenzione e allarme (con valori minori rispetto a quello del limite normativo) che qualora raggiunte attivano segnali di allarme per l’operatore di conduzione che attua per tempo le azioni correttive necessarie e verifica l’origine dell’anomalia.
Qualora si dovesse riscontrare un superamento dei valori limite, il sistema attua automaticamente il blocco dell’alimentazione del rifiuto come previsto dalla normativa di riferimento.

Quali sono i residui della termovalorizzazione e come vengono trattati?

I residui ultimi del processo di termovalorizzazione sono le ceneri di fondo e le polveri. Le ceneri di fondo sono il residuo finale della combustione che si raccolgono al termine della griglia di combustione, mentre le polveri sono il residuo solido della depurazione dei fumi di combustione.
Le ceneri di fondo sono conferite in impianti di recupero che, con opportune lavorazioni, permettono di recuperare metalli ferrosi e non ferrosi e inerti utilizzati in cementifici.
Le polveri, dopo inertizzazione, sono inviate in impianti di recupero e smaltimento prevalentemente esteri.