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Rovigo, Celio-Roccati: docenti contro la Dad

Ben 31 insegnanti sono insorti per esprimere il loro disappunto sulla didattica a distanza considerandolo un sistema di insegnamento freddo e inadeguato a livello umano e formativo

Dad

E’ tempo di bilanci. In pochi hanno gradito la dad. 31 insegnanti del liceo Celio-Roccati di Rovigo sono insorti contro le lezioni via internet, e avevano chiesto da subito a gran voce il ritorno in aula, quanto prima.

“È una soluzione fin troppo facile per arginare i contagi, quella di relegare in una camera da letto gli adolescenti, con nozioni senz’anima, con l’unico scopo di non nuocere alla comunità”. Per i professori, la didattica a distanza è un sistema “inadeguato quando viene svolta in modo esclusivo, poiché tende a ridursi a freddo trasferimento di nozioni, che possono essere recepite momentaneamente e faticare a sedimentarsi. L’acquisizione di abilità e competenze passa anche attraverso verifiche serie che pongano lo studente di fronte a se stesso, per assumersi responsabilità, piuttosto che escogitare strategie per ottenere un risultato con il minimo sforzo”.

Ci sono poi anche le testimonianze di disagio di colleghi, genitori e studenti. “Ci siamo recati in una scuola con aule vuote. Abbiamo sempre ritenuto che la scuola andasse riaperta quanto prima, gradualmente, assicurando almeno un giorno di presenza alla settimana agli studenti. Se si riuscirà ad intervenire sui servizi collegati alla scuola, in primis i trasporti, per potenziarli e metterli in sicurezza, l’ambiente scolastico potrà tornare a essere un luogo con un rischio di contagio bassissimo, grazie ai rigidissimi protocolli che vi si applicano”.

Per tantissimi studenti la didattica a distanza si è rivelata essere un incubo. Specie per i ragazzi frequentanti il quinto anno delle scuole superiori, che sono impegnati a preparare l’esame di maturità da casa. Gli studenti giudicano eccessivo il ricorso alla didattica a distanza per il 75%. Un vero e proprio calvario, fatto anche di tante notti insonni. “Preferiamo di gran lunga la didattica in presenza – affermano gli studenti che stanno studiando per la maturità – Perché con la didattica a distanza è molto più difficile apprendere. In presenza degli insegnanti è invece molto più semplice stare attenti. Siamo molto preoccupati per l’esame di maturità. Non si sa infattui bene che cosa si deve fare”.
Marco Scarazzatti

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