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Università di Padova, assembramenti alla sessione d’esame

Studenti furiosi all’Unipd: “Così non va, esame telematico va garantito”

Assembramenti Unipd
Assembramenti Unipd

Questa sessione inizia nel peggiore dei modi. Pochi giorni fa a medicina più di 100 studenti sono stati costretti a sostenere il proprio esame in presenza in un’aula sotterranea, senza alcun sistema di aerazione e vedendo negata la possibilità di sostenere l’esame in modalità telematica.

“Siamo arrivati allo spettacolo indecoroso per cui è meglio fare un assembramento con più di 100 studenti in piena zona arancione che garantire la possibilità di fare l’esame a distanza” dichiara Pietro Notarnicola, coordinatore del sindacato studentesco UDU Padova “La sessione è appena cominciata, ma è già da prima di Natale che ci troviamo davanti a prese di posizione surreali. Siamo in una regione ad alto rischio di contagio, ma ci sono ancora docenti che, nonostante le difficoltà negli spostamenti per molti studenti, preferiscono mettere a rischio la salute di tutti non garantendo la possibilità di svolgere l’esame a distanza. Ancora più grave che il limite lo si tocchi proprio nella Scuola di Medicina.”

Continua Virginia Libero, rappresentante UDU in Senato Accademico: “In queste due settimane ogni giorno ci siamo trovati davanti studenti che a causa dell’emergenza vivono a centinaia di chilometri di distanza, pur essendo iscritti ad unipd, e che adesso per dare degli esami, magari evitando di finire fuori corso e pagare altre rate, devono necessariamente venire a Padova. Spostarsi in un Paese martoriato da contagi e decessi è rischioso, e non ci si rende conto che le condizioni economiche della popolazione studentesca sono compromesse. Se c’è stato un aumento di immatricolazioni è esclusivamente dovuto al fatto che la didattica è ancora online, purtroppo, e solo così molti si sono potuti permettere di continuare o iniziare l’università. Però per qualcuno bisogna evitare che gli studenti facciano l’esame online perché copiano. Ad un certo punto si tratta di mancanza di serietà, e basta.”

Rincara la dose: “Molti docenti che tengono l’esame online richiedono motivazioni al limite della dimostrabilità per poterlo sostenere a distanza, e non si hanno sempre pezze giustificative per segnalare che si è in isolamento fiduciario o che dei propri congiunti hanno deficienze immunitarie e sono pertanto ad alto rischio. Oltre al fatto che pensiamo che non sempre sia legittimo richiedere e trattare questo tipo di dati personali. Ma su questo le linee guida dell’Ateneo affidano discrezionalità purtroppo. Dal canto nostro abbiamo segnalato questi rischi ormai da tempo.”

Conclude Notarnicola: “La soluzione è semplice: garantire, come previsto dalla legge, la possibilità dell’appello online a chiunque dichiari di averne necessità, e smettere di pensare che gli studenti siano pericolosi criminali che non aspettano altro che copiare ad un esame, anche  perché sono gli stessi studenti che pagano le stesse tasse, con diversi servizi, e non è giusto che, per giunta, non venga tutelato il loro diritto alla salute.”