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A Brugine un contributo per sostenere le attività economiche

Una misura che prevede lo stanziamento di 15mila euro per finanziare con un contributo a fondo perduto le micro-imprese, i negozi e le attività commerciali in difficoltà

Michele Giraldo
Michele Giraldo

Un contributo una tantum per sostenere le attività economiche e commerciali colpite dal Covid-19. La Giunta del sindaco Michele Giraldo sta lavorando a una bozza di delibera – da portare in discussione al prossimo Consiglio comunale – che prevede lo stanziamento di 15 mila euro per finanziare con un contributo a fondo perduto le micro-imprese, i negozi e le attività commerciali in difficoltà in conseguenza alle misure adottate per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Ottenuto il via libera dal Consiglio verrà predisposto il bando che terrà conto, tra gli altri, del periodo di chiusura dell’attività e del calo di fatturato registrato.

Misure, quelle del Comune, che si sommano agli interventi statali e regionali come il provvedimento approvato dalla Giunta Giraldo per la riduzione dei tributi e delle tariffe locali esentando fino a fine anno le categorie economiche più colpite dalla pandemia dal pagamento del Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.

“Questa iniziativa – ha spiegato il sindaco Michele Giraldo – è nata vedendo le difficoltà che hanno avuto le attività commerciali e artigianali in questo periodo, spesso lasciati allo sbando, nell’incertezza più totale, da uno Stato che promette ristori ma in realtà abbandona le piccole attività, dimenticandosi che la nostra economia è basata in buona parte sulle micro imprese”.

“Sappiamo che questa iniziativa non risolverà le grandi difficoltà di alcune attività – ha rilevato il primo cittadino – ma è un segnale: come amministrazione non vogliamo lasciare solo nessuno, a differenza di un governo sordo alle grida di disperazione di chi regolarmente ha sempre versato le tasse. Questa non è l’unica iniziativa che ha visto il Comune al fianco delle nostre attività. A novembre – ha ricordato -eravamo scesi in piazza a fianco dei ristoratori, bar, attività sportive che avevano investito per regolarizzarsi ed erano state costrette a chiudere. Non chiediamo molto, ma che venga rispettata la dignità di chi vuole lavorare”.

Martina Maniero

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