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Borgoricco, il cuore della comunità salva la casa di una famiglia

Una famiglia torna a sperare grazie a tanti piccoli gesti di una comunità che non si è tirata indietro. È accaduto a Borgoricco.

Gabriella Boesso
Gabriella Boesso

Al centro di questa piccola grande storia di bontà una famiglia senegalese che stava perdendo la casa andata all’asta e che, invece, grazie alla generosità di centinaia di persone ha potuto ricomprarla e tornare a viverci, mamma papà, i figli e, da qualche mese, anche un nipotino. L’altra protagonista di questa storia è una donna che ha agito in sordina, muovendo in punta di piedi una rete di solidarietà partita dalla sua stessa famiglia, dagli amici e col passaparola a tante persone. Lei è Gabriella Boesso, già assessore comunale e oggi consigliere di opposizione.

In prima linea il consigliere Boesso

Gabriella, che ama più fare che parlare, era partita con la raccolta ancora durante il lockdown. “Non è stato facile, ma ero convinta a farlo – racconta raccomandandosi più volte di parlare degli altri e non di lei -. Anche se per settimane è stato impossibile incontrarci, abbiamo sentito le persone al telefono e, appena possibile, la macchina è partita. Ovviamente non pensavo che tanto bene generasse altro bene. Ho trovato tanta generosità, tante persone che anche con poco hanno voluto fare la loro parte senza esitare”.

La raccolta va avanti fino all’estate. Si è quasi a metà dell’opera, Gabriella è sicura che con l’aiuto di tutto sarà possibile raggiungere il traguardo. Ma proprio in quel momento la sua vita viene segnata dal dolore più grande: la perdita di un figlio. La donna fa sapere che non ce la fa a portare avanti quanto avviato.

Boesso: “La cultura, la pelle e la provenienza non contano”

“La vita improvvisamente perde ogni suo senso. Avevo deciso di lasciare. Mi sono recata, dunque, a chiudere il conto quando ho scoperto che l’ultima persona a effettuare un bonifico era stato proprio mio figlio. Era un segno chiaro: mio figlio mi diceva di andare avanti, di non rinunciare, di non farmi sopraffare dal dolore, perché un’altra strada c’è sempre. Ho, dunque, proseguito e in questo devo ringraziare Emm Service di Camposampiero che mi ha dato supporto tecnico per una sfida che richiedeva di affrontare questioni burocratiche in maniera professionale. Cosa mi ha dato questa esperienza? Qualcosa che non ha prezzo e una grande lezione: se si vuole, nulla è impossibile. La cultura, la pelle e la provenienza non contano. Conta solo che il bene continui a generare altro bene. Ringrazio in prima persona tutti quanti hanno creduto in quello che sembrava un sogno”. Un esempio di come è possibile fare comunità che, dopo questa esperienza, di sicuro non si fermerà.

Giorgia Bortolato

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