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Chioggia, il sindaco Ferro salvo ma non ha la maggioranza

Chioggia, con dieci voti a favore, 10 contrari e l’astensione dell’ex grillina Maria Chiara Boccato, non passa la mozione di sfiducia al sindaco Ferro presentata dal consigliere leghista Dolfin

Il sindaco Alessandro Ferro è riuscito a conservare il proprio incarico. Dopo il consiglio comunale infuocato di ieri pomeriggio, nel quale si è discusso al punto 19 la mozione di sfiducia presentata da Marco Dolfin (Lega Nord), il primo cittadino riesce in qualche modo a trovare la quadra dei numeri (10 favorevoli, 10 contrari, 1 astenuto – l’ex grillina Maria Chiara Boccato), pur se con molta difficoltà. Una seduta carica di tensione questa di fine febbraio, a chiudere quello che è stato probabilmente il mese più difficile dell’esperienza M5S a Chioggia. In consiglio si discute copiosamente anche delle recenti dimissioni dei transfughi  “ortodossi” del Movimento e dell’Assessore all’Urbanistica Penzo, temi (questi sì) che mettono d’accordo quasi tutta la plenaria su incomprensibili tempistiche e modalità. Cosa succede ora? Succede che Alessandro Ferro non ha vinto niente; si può dire non abbia perso. Sicuramente non ha perso la “poltrona” come sottolineano i più decisi oppositori, ma ha fatto si che anche la città non perda tempo e la possibilità di portare a termine i mesi che ci separano dal voto (primavera o settembre/ottobre) approvando importanti provvedimenti.

Chioggia, un consiglio comunale di fuoco

La seduta è stata caratterizzata dai toni accesi, in particolare di Dolfin e Beniamino Boscolo, con l’uso di parole che non possono non avere in qualche modo scosso Ferro. Il sindaco ha in parte ammesso alcuni errori di gestione, ha capito di non avere sempre cercato la strada del dialogo con il consiglio ed essersi forse concentrato troppo su numeri e risultati. Proprio quei numeri in consiglio che ora non ha. Basti pensare che non si è riusciti ad eleggere un nuovo presidente del Consiglio comunale e che già questo, come aspetto di gestione formale dei lavori, è un problema di non poco conto. Da più parti è arrivato però il riconoscimento dl valore umano della persona (che sia chiaro, non è sufficiente in politica e per amministrare una città come Chioggia); maggioranza così come opposizione. Lo stesso Ferro, difendendo la propria posizione, ha presentato all’assemblea una busta con tutti i tagli dei nastri a cui ha partecipato durante questi oltre quattro anni di amministrazione. Si dirà che è poco, a confronto delle accuse che è stato costretto ad ascoltare in silenzio (“cosa crede che siamo tutti giocondi?”, “la finisca di prendere in giro i cittadini?”, “c’è più falsità di una banconota da 30 euro” per citarne solo alcuni), ma evidentemente il suo messaggio di ricercare l’unità di intenti più che politica a qualcuno è arrivato. Ci dovrà essere un deciso “cambio di marcia” nei prossimi mesi e, facile pensarlo, il peso delle decisioni del Movimento risulterà assai limitato. Tuttavia la città potrà affrontare importanti momenti di vita “reale” (inizio della stagione estiva, approvazione bilancio, ecc…) senza un commissario prefettizio esterno, unica alternativa allo stallo venutosi a creare nelle ultime settimane. C’è da scommettere che si continuerà a parlare a lungo di responsabili o irresponsabili; di dissapori durante l’intero mandato o errori di gestione. Non ci dovrà pensare troppo Ferro, non ne avrà il tempo. Ci sarà solo da concentrare l’attenzione sulla città.

Luca Rapacciuolo

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