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Costo della mensa in aumento a Morgano e Quinto

A Morgano e Quinto di Treviso rincari di 0,84 centesimi a pasto. Il sindaco Rostirolla fa sapere che sarà il Comune a prendersi carico dell’aumento

Mensa scolastica
Mensa scolastica

Le misure di prevenzione contro la diffusione del coronavirus hanno fatto lievitare il costo della mensa nelle scuole di Morgano e Quinto. La società Felsinea Ristorazione ha previsto un incremento di 0,84 euro per ogni pasto servito ai bambini e ai ragazzi delle elementari e delle medie. La differenza, però, non verrà pagata dalle famiglie degli alunni.

“Sarà il Comune a coprire i costi aggiuntivi – assicura il sindaco Daniele Rostirolla – a maggior ragione quelli collegati all’epidemia”. Vale sia per Morgano che per Quinto, che fanno riferimento al medesimo istituto comprensivo. I municipi sono nelle condizioni di far fronte alla differenza anche grazie alla riduzione della spesa registrata durante il lockdown totale vissuto nella scorsa primavera, in occasione della prima ondata del coronavirus. Almeno a livello diretto, quindi, per i genitori degli alunni l’aumento è stato immediatamente azzerato. Il contratto triennale, che i due municipi hanno sottoscritto con la Felsinea, vale complessivamente quasi 430mila euro: circa 305mila euro per Quinto e quasi 120mila euro per Morgano.

Costo della mensa: l’aumento a causa delle diverse modalità di effettuazione del servizio

Al netto dei futuri aggiornamenti Istat, ad oggi già assorbiti dalla revisione del costo, il prezzo per ogni pasto era pari a 4,35 euro (5,56 euro con l’eventuale servizio di vigilanza). La società della mensa all’inizio dell’anno scolastico, però, ha comunicato formalmente l’incremento legato all’emergenza Covid.
“L’adeguamento del prezzo per pasto – è il succo della richiesta che la Felsinea ha recapitato ai due municipi – è conseguenza delle diverse modalità di effettuazione del servizio previste anche dalle vigenti disposizioni di sicurezza in questo periodo di emergenza sanitaria”.

In sostanza, si è passati dalla multi-porzione alla mono-porzione. È questa la modifica che ha comportato l’aumento del prezzo di 0,84 euro. I municipi affronteranno il rincaro senza dover aprire nuovamente la cassa, almeno per il momento. “Non sono necessarie variazioni a copertura dell’incremento del costo a pasto – concludono – a seguito anche dell’economia di spesa rilevata nel corso del 2020 a causa della sospensione del servizio per l’emergenza Covid-19, viene ritenuto sufficiente l’impegno già assunto”.

Si tratta di una redistribuzione

A conti fatti, si tratta sostanzialmente di una ridistribuzione. Ed è proprio per questo che attualmente è possibile far quadrare il cerchio senza uscire dal perimetro dei 430mila euro già stanziati per pagare il servizio triennale della mensa nelle scuole dell’istituto comprensivo.

Mauro Favaro

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