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Covid in Veneto, Zaia lancia due monitoraggi nelle scuole

Covid, Zaia lancia due progetti di monitoraggio del contagio che coinvolgeranno alcune scuole secondarie di primo e secondo grado delle province di Treviso, Padova, Verona, Venezia, Vicenza, Rovigo e Belluno

Luca Zaia
Luca Zaia

Durante la diretta di oggi il presidente Zaia ha lasciato la parola al dottor Michele Tonon, della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che ha evidenziato come la scuola sia un ambito di particolare importanza per le attività di sorveglianza e raccolta dati sui contagi da Covid. Per questo, la Regione ha lanciato due diversi progetti di sorveglianza in ambito scolastico.

Il primo progetto

Il primo progetto, chiamato “Identificazione scuole sentinella”, è un progetto di sorveglianza rivolto ad un campione rappresentativo di scuole secondarie di II grado. Come ha spiegato Tonon, le scuole sono state identificate in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, e quindi con il professor Baldo, e consentono, proprio per il bacino di utenza di studenti che frequentano queste scuole, di avere una rappresentatività e una descrizione dell’andamento epidemiologico su tutto il territorio della Regione. Si tratta di 15 scuole su tutto il territorio della Regione, divise per provincia in funzione della numerosità della popolazione residente. Quindi, le province più popolose (Treviso, Padova e Verona) hanno 3 scuole superiori di riferimento, Venezia e Vicenza ne hanno due, Rovigo e Belluno ne hanno una.

Tonon ha aggiunto: “Questo progetto di sorveglianza prevede che per un gruppo composto da sette scuole, una per provincia, in una prima fase di avvio del progetto (entro metà marzo), tutti gli alunni e il personale verranno sottoposti ad un test per valutare la situazione epidemiologica all’avvio del percorso di sorveglianza. Poi, settimanalmente, la ripetizione del test avverà per una sezione dell’Istituto e la settimana successiva si cambierà sezione. Al termine del giro si ripartirà dal primo gruppo, fino al termine della frequenza dell’anno scolastico”.

Il primo progetto offre quindi un monitoraggio puntuale su un contesto che è stato molto interessato dalle chiusure e dalla Dad.

Il secondo progetto

In quanto al secondo progetto, Tonon ha chiarito che “si rivolge alle scuole secondarie di primo grado e interessa sette scuole (una per provincia), in particolare una classe terza di queste scuole”. Si tratta di un progetto più limitato, che prevede soprattutto una valutazione della sostenibilità di un’autosomminstrazione vigliata del test di screening. Ciò permetterà di valutare, grazie ai dati raccolti, proposte più tempestive. Tonon ha poi precisato: “Il test sarà guidato da operatori sanitari, con la stretta collaborazione del personale docente” e “il progetto interesserà tutto l’anno scolastico”.

Test non invasivo e partecipazione volontaria

Per entrambi i progetti, il test è nasale, quindi non invasivo, e la partecipazione è volontaria, sia per quanto riguarda le scuole partecipanti, che genitori, alunni e personale scolastico.

I due progetti saranno realizzati in collaborazione con i Dipartimenti di prevenzione delle Ulss, con l’Univeristà degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Verona, inoltre, con il mondo della scuola, in primis l’Ufficio scolastico regionale e gli istituti coinvolti.

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