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Giorno del Ricordo 2021: Il discorso del Sindaco Sergio Giordani

Foibe, per celebrare il giorno del Ricordo, sul liston di fronte alla sede del Comune l’amministrazione ha partecipato all’alzabandiera

Riportiamo il discorso integrale del Sindaco

ricordo foibe Autorità, signore, signori:

“Il 10 febbraio 1947, con la firma del trattato di pace a  Parigi, si chiudeva formalmente, per l’Italia, la seconda guerra mondiale e  l’Istria, il Quarnaro,  la parte della Venezia Giulia fino allora italiana, così come la provincia e la città di Zara, diventarono territori yugoslavi.

In questa data  commemoriamo le persone trucidate ed infoibate sul Carso tra il settembre 1943 e, appunto, la firma del trattato di pace nel 1947, ma dobbiamo ricordare che i dolori e i patimenti per i connazionali che là vivevano, non finirono certo quel 10 febbraio, perché ancora per circa un decennio si sviluppò l’esodo degli italiani da quelle terre  ormai diventate yugoslave.

Su queste terribili vicende molto si è discusso negli scorsi decenni, dando ai fatti letture spesso filtrate dalle opposte ideologie politiche: gli studiosi, oggi, concordano nel ritenere che, alla base delle violenze che ferirono quelle terre e quelle popolazioni, ci fu un intrecciarsi di avvenimenti che avevano profonde radici nelle vicende storiche e politiche degli anni precedenti alla seconda guerra mondiale e alle vicende della stessa guerra in quei luoghi.

Agli storici lasciamo lo studio oggettivo e il racconto di quanto accaduto in Istria e in Dalmazia, perché capire come si è arrivati a quelle terribili violenze, alla tragedia dell’esodo, serve a non far accadere mai più orrori simili.

Noi dobbiamo oggi rendere omaggio alle vittime innocenti di una violenza inaudita e gratuita, che ha offuscato la già terribile violenza della guerra che allora si combatteva.

Quanto accaduto, ci deve far riflettere anche sui pericoli che una narrazione distorta e esasperata dei concetti di patria e nazione, oggi come allora, comporta.

E’ doveroso, quindi, che le nuove generazioni conoscano queste vicende, le collochino nel loro giusto contesto storico, e ne traggano un insegnamento di rifiuto dell’odio e del pregiudizio.

Perché, come disse autorevolmente il presidente delle Repubblica Napolitano nel 2007, pochi anni dopo l’istituzione di questa Giornata, dobbiamo ricordare e chiedere scusa “di aver negato o teso ad ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali”.

Di questa negazione sono state vittime non solo le persone barbaramente trucidate, ma anche le centinaia di migliaia di italiani che, abbandonate le loro case e i loro averi, non furono purtroppo accolti a braccia aperte in Italia, al punto che molti di loro emigrarono poi in tanti altri Paesi.

Rivolgiamo quindi un ricordo anche ai superstiti di quell’esodo e ai loro familiari, figli e nipoti, che oggi giustamente si battono perché tutto questo non svanisca nella polvere della storia.

E’ anche grazie a loro che  a Padova negli scorsi anni, abbiamo potuto conoscere attraverso iniziative e mostre di grande interesse e qualità, la storia di tante famiglie che oggi vivono qui accanto a noi, ma che non dimenticano con nostalgia le terre di origine.

Il secolo scorso è stato segnato, specialmente in Europa da due guerre mondiali di inaudita ferocia,  ma è anche stato il secolo  nel quale uomini di buona volontà sono riusciti a creare un Europa basata sulla libertà, sul  rispetto e la collaborazione tra le persone e tra i popoli.

Sono questi i valori che dobbiamo preservare e custodire con convinzione per il nostro futuro.

Grazie a tutti voi.”

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