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Gli “angeli” che assistono i gattini in cerca di una famiglia

Sono operativi a Cavarzere e Cona ma estendono i loro interventi in un’area molto più vasta

E’ attiva nel territorio da 7 anni, si occupa prevalentemente di gatti, ma non solo, e si adopera per rispondere alle esigenze di un’area abbastanza vasta, che, intorno a Cavarzere e Cona, si estende per un raggio di circa 25 km. E’ Anta, l’associazione nata per la tutela dell’ambiente e degli animali, che oggi conta una decina di volontari, operativi tutto l’anno, festività comprese, per aiutare gli animali in difficoltà, su segnalazione di persone, enti e forze dell’ordine. Accolta all’inizio con un po’ di perplessità e diffidenza, l’associazione è cresciuta diventando un punto di riferimento per un territorio sempre più ampio. “La nostra missione è la tutela di tutti gli animali e ci adoperiamo, nel limite delle nostre possibilità, per questo obiettivo, ma la nostra principale vocazione è la gestione dei gatti” racconta Massimiliano De Luca, presidente dell’associazione che ha allestito, e i lavori sono sempre in corso, una struttura per dare ospitalità proprio ai gatti abbandonati.

Oltre al presidente, sono attivi la dottoressa Beatrice Martinelli, che è la direttrice sanitaria, e gli altri volontari: Gioia e Noemi si occupano delle adozioni, Francesca e Sara gestiscono la struttura e si occupano delle catture per le sterilizzazioni in collaborazione con l’Ulss, Cristina e Veronica sono addette alla pulizia e alla cura dei gatti, e poi ci sono i lavori di manutenzione a cui si dedicano Michele e lo stesso Massimiliano. “Il nostro non è – continua il presidente di Anta – un rifugio tradizionale, è piuttosto una casa arredata, in cui i gatti sono liberi di muoversi sia all’interno che all’esterno, in un ambiente domestico, in attesa di un’adozione”. Il numero degli ospiti varia, ciclicamente, e aumenta col periodo delle nascite; ora nella struttura si trovano circa 60 gattini senza famiglia. La pandemia non ha ostacolato l’attività del rifugio, anzi, lo scorso anno è cresciuto significativamente il numero delle adozioni.

“Nonostante tutte le limitazioni legate alla diffusione del Covid, – prosegue Massimiliano – lo scorso anno abbiamo avuto 80 adozioni, che sono moltissime. Probabilmente perché la gente, costretta di più alla vita casalinga, ha avuto più tempo a disposizione e maggior bisogno di compagnia”. PerSopra il logo dall’associazione Territorio ché vada a buon fine, l’adozione di un gattino prevede una procedura scrupolosa. “Quando arrivano in struttura – spiega Massimiliano – i gattini sono sottoposti ad un protocollo sanitario che segue la dottoressa Martinelli, la nostra direttrice sanitaria. Il gatto recuperato riceve le cure necessarie e quindi osserva una sorta di quarantena. Gli diamo un nome e poi pubblichiamo sui social gli annunci per le adozioni. Le persone interessate ci contattano e ricevono la visita di un nostro volontario che verifica motivazioni, esperienza e conoscenze sulla gestione domestica di un gatto. Quindi in struttura avviene la consegna del gattino, dotato del suo libretto sanitario che registra la prima vaccinazione con profilassi antiparassitaria e verminale. I gatti adulti sono anche sterilizzati. Il nuovo padrone firma il foglio di affidamento e per un certo periodo rimane in contatto con noi. Ci sentiamo una volta al mese, anche per eventuali consulenze, ci vengono inviate periodicamente le foto per verificare la crescita e i progressi del gattino adottato”.

“E’ sempre una bella soddisfazione vedere che un’adozione va a buon fine ma quando si tratta di un gattino adulto la gioia è ancora maggiore – racconta -; quest’inverno, in piena pandemia, una famiglia si è rivolta a noi perché voleva adottare un gattino nato da poco. Una volta arrivati in struttura, hanno adocchiato uno dei nostri ospiti più anziani, la nostra mascotte, e se ne sono innamorati. Alla fine hanno deciso di adottarlo. Siamo stati particolarmente felici: in genere i gattini giovani sono i più richiesti, mentre quelli adulti vengono trascurati e hanno meno opportunità di trovare l’affetto di una famiglia, di cui invece hanno molto bisogno. Il rifugio è importante ma dev’essere un posto di transizione, fino a che i nostri ospiti non trovano una casa”.

L’associazione Anta assiste tutti i gatti, cura quelli feriti, ma mantiene in struttura solo i non selvatici; i randagi, una volta guariti, vengono liberati nel territorio perché non sono abituati alla vita “domestica”. Rimangono nel rifugio per un’adozione i gatti di casa, che non hanno più una famiglia o che sono stati abbandonati, e quelli nati da poco (che possono essere addomesticati).

Oltre alle adozioni, Anta collabora con l’Ulss 3 Serenissima e con gli altri enti, tra cui il Comune di Cavarzere e quello di Cona, si occupa della cattura e del contenimento delle colonie feline: i gatti di colonia vengono portati alle sedi veterinarie dell’Ulss che provvede alla sterilizzazione e quindi vengono rimessi in libertà nel territorio. “Anta è un’associazione Onlus regolarmente iscritta all’albo Odv. Non abbiamo convenzioni con nessuno. Ci manteniamo con i contributi delle donazioni, il 5 per mille e con i nostri soldi” specifica il presidente. Coloro che voglio dare una mano in struttura, iniziare un percorso come volontari o, semplicemente, fare una donazione sono i benvenuti. Sono inoltre sempre molto apprezzate dai gattini le coperte, alimenti, divani e poltrone, che periodicamente devono essere sostituiti, mentre i volontari gradiscono molto anche i materiali per la pulizia degli ambienti.

Chi fosse interessato per eventuali adozioni o a dare un contributo può rivolgersi telefonicamente all’associazione Anta, componendo il numero 3480680617.

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