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Mazzata per il settore balneare a Chioggia: crescita dei canoni demaniali

Il consigliere regionale Marco Dolfin presenta una mozione per la crescita esponenziale dei canoni demaniali. Dolfin afferma: “Il Governo ha aumentato fino a sette volte i costi delle concessioni per i piccoli stabilimenti balneari e rimessaggi di barche. Queste imprese hanno bisogno di aiuti, non salassi”

Marco Dolfin
VENEZIA 09-10-2020.FOTOATTUALITA’. PALAZZO FERRO FINI.CONSIGLIO REGIONALE . RITRATTI DEI NUOVI CONSIGLIERI REGIONALI.NELLA FOTO: MARCO DOLFIN

No agli aggravi per le imprese balneari già colpite dalle dure restrizioni dello scorso anno. A ribarirlo è Marco Dolfin, consigliere regionale del gruppo Liga Veneta attraverso una mozione. “Il lockdown e la crisi economica da Covid-19 – afferma – hanno messo a dura prova il settore del turismo balneare: la stagione estiva è stata fortemente compromessa dalla pandemia e i prossimi mesi si prospettano ancor più duri per i gestori di stabilimenti, bar o rimessaggi di barche. Nonostante questo, però, il Governo ha deciso con il decreto ‘Agosto’ di aumentare la soglia minima dei canoni demaniali marittimi da 362,90 a 2.500 euro annui.

“Una follia – aggiunge Dolfin -, per i titolari delle micro e piccole concessioni non commerciali. In questo momento,  le imprese avrebbero bisogno solamente di ristori e misure a sostegno del lavoro e del reddito. Per questo ho presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale del Veneto di farsi portavoce con il Governo ed evitare questi aumenti spropositati”.

Un problema che colpisce anche altri operatori del settore balneare

Il problema investe anche altri operatori. “Questa crescita esponenziale dei canoni non è stata imposta solo agli stabilimenti balneari, ma anche ai titolari di micro e piccole concessioni sul demanio marittimo – spiega il consigliere -. Parliamo quindi di ormeggi privati, cartelli pubblicitari, edicole, rimessaggi di surf e windsurf, campi da beach volley di associazioni sportive e dilettantistiche. Realtà che hanno visto pressoché azzerarsi le entrate nell’ultima stagione. A fronte di costi così elevati a molte realtà, per lo più a conduzione familiare, non resterà altra strada che chiudere. Non possiamo permettere che questo settore, così importante per l’economia della nostra regione, ma anche per il mantenimento delle nostre spiagge, sia messo in ginocchio da un Governo che, evidentemente, ha l’unico obiettivo di ‘fare cassa’”, conclude Marco Dolfin.

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