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Nuove delle aree gioco al parco Iris, rivolte a tutte le età

Sono partiti dal Parco Iris i lavori per l’installazione delle nuove aree gioco, realizzate grazie al progetto presentato alla Fondazione Cariparo e finanziato con 300.000 euro.

Si tratta di sei nuove strutture di ultima generazione adatte a tutte le età, tipo piramide reticolare, piramide integrata con sartia per arrampicata, scivolo e amaca, struttura arrampicata a blocchi e strutture multifunzione con struttura in linea e con struttura a pianta centrale.

Sono indicate per un’utenza che nel gioco ha la necessita di trovare oltre allo svago, attività che richiedano abilità affini a quelle richieste in ambito atletico.

Sono quindi strutture che presentano particolare complessità costruttiva, realizzate in acciaio e/o l’alluminio e materiali plastici resistenti all’uso e alle intemperie: materiali quindi che garantiscono la resistenza non solo alle sollecitazioni che comporta un loro utilizzo intensivo da parte del pubblico, ma anche una resistenza agli agenti atmosferici ed al vandalismo, riducendo la necessità di interventi manutentivi.

Presentano anche complessità nell’installazione, in particolare per quanto riguarda l’ancoraggio a terra e la realizzazione dell’area antitrauma: per questo verranno completate in circa tre settimane.

Dopo il Parco Iris si procederà ad installarle al Giardino del Campetto di via Algarotti, al Parco Perlasca in via Pio X e al Parco dei Salici, nell’omonima via.

L’intervento proposto si rivolge ad una platea numericamente importante nella nostra città, che necessita di spazi di attività associativi all’aperto e pubblici, oltre che ben identificabili e non confondibili, con quelli diversi esistenti.

E’ un’azione di rilevante interesse anche per le politiche scolastiche e sociali, in particolare per quanto riguarda la convivenza sociale e il contrasto all’isolamento.

Dichiara l’assessora al verde Chiara Gallani:

” I parchi di Padova hanno ben 840 giostrine, tutte dedicate ai più piccoli. In questi anni di monitoraggio abbiamo messo a fuoco una mancanza: non ci sono strutture adatte anche ai più grandi e agli adolescenti, giochi che diano la possibilità anche di allenarsi e di divertirsi a tutte le età. Forse nel periodo della quarantena questa mancanza si è fatta ancora più evidente e sono soddisfatta si sia riusciti a raggiungere l’obiettivo di installarle per la prima volta in varie zone della città.  Sono strutture che non sono semplici giostre: garantiscono allo stesso il gioco dei più piccoli, l’allenamento per gli sportivi, il semplice tenersi in forma per i più anziani.
Una struttura “intergenerazionale”, perché i luoghi non appartengano più solo a qualcuno ma veramente a tutti.”

 

 

 

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