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Politecnico calzaturiero della Riviera, pronto ad affrontare la crisi

Ogni anno in questa realtà si formano circa 300 giovani

Politecnico calzaturiero
Politecnico calzaturiero

Il Politecnico calzaturiero della Riviera struttura essenziale per affrontare una delle crisi più grandi del settore negli ultimi decenni. Il Politecnico si prepara a formare fino a 2000-3000 persone in più che con ogni probabilità saranno espulse dal mondo del lavoro nel distretto nei prossimi mesi a causa delle conseguenze della crisi legate alla pandemia. A fare l’analisi della situazione è l’ingegner Mauro Tescaro direttore tecnico del Politecnico della Riviera del Brenta.

Complessivamente ogni anno in questa realtà si formano circa 300 giovani dando loro competenze tecniche professionali importanti nel comparto della calzatura.150 come designer tecnici, altri 100 come figure professionali qualificate al montaggio e altri 50 come figure professionali a metà fra i manager organizzativi e i conoscitori delle tendenze del mercato, per lanciare nuovi prodotti. Accanto alla formazione dei giovani, il Politecnico lo scorso anno ad esempio, si è occupato della riqualificazione di 1130 lavoratori del comparto della calzatura.

Il Politecnico comunque non si occupa solo di formazione, ma anche di ricerca ed innovazione tecnologica e per questo ha avviato 3 specifici progetti che sono partiti nei mesi scorsi. Il distretto della Calzatura in Riviera del Brenta conta complessivamente 550 aziende per quasi 10 mila lavoratori. Le imprese sono dislocate a cavallo fra le province di Padova e Venezia. Gli esuberi in arrivo si stimano sulle 2- 3mila persone quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti. Non tutti i segmenti del comparto della calzatura comunque sono in rosso.

I responsabili del Politecnico fanno notare come quello delle scarpe sneackers invece “è un settore che in questo momento funziona”. Alcune aziende negli anni scorsi che avevano puntato su questa produzione, e nel 2020 nonostante la pandemia non hanno avuto cali di fatturato, ma anzi degli aumenti.

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