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Ponte San Nicolò, opposizioni: “Marciapiedi, troppo degrado in centro”

A Ponte San Nicolò le opposizioni denunciano il degrado e chiedono interventi di sistemazione urbana

Ponte San Nicolò
Ponte San Nicolò

“Entrando in paese, per chi viene da Padova, ci si aspetta di trovare un paese pieno di vita, dove le persone si incontrano passeggiando, su più o meno ampi marciapiedi alberati che costeggiano i negozi e piazze dove potersi incontrare. Invece ci troviamo di fronte a uno scenario un tantino deprimente”. A parlare è il gruppo di minoranza “Facciamo Ponte” riferendosi allo stato in cui versano alcuni marciapiedi.

“La via principale (via Marconi) è anonima, grigia e soprattutto con marciapiedi dissestati- continuano i rappresentati del gruppo- dove le poche persone che ci camminano rischiano anche di cadere. L’incuria in cui versano alcune strade, ne modifica negativamente l’immagine e la percezione di bellezza. Per Vitruvio il decoro è l’aspetto dell’opera libera da difetti composta di elementi il cui valore è da tutti riconosciuto. Analogamente il decoro urbano definisce la bellezza e la dignità dello spazio urbano, soprattutto nelle sue parti di uso collettivo”.

Opposizioni: “Abbiamo deciso di portare all’attenzione il problema dei marciapiedi”

“Dopo il progetto ‘Facciamo Piste’ abbiamo deciso di portare all’attenzione anche il problema dei marciapiedi spesso con buche, altre volte troppo stretti o utilizzati per parcheggi. Insomma non è l’ideale, soprattutto se puntiamo a fare rinascere anche dal punto di vista economico le attività commerciali del nostro territorio che faticano a ripartire a pieno ritmo, dopo il primo lockdown, e hanno subito un drastico calo nelle vendite”.

Con questa iniziativa, “Facciamo Ponte” invita anche tutti i cittadini a inviare foto di strade e marciapiedi che versano in condizioni precarie, così da sollecitare chi di dovere a provvedere al risanamento. “Crediamo – concludono gli esponenti di minoranza – che la partecipazione attiva della cittadinanza contribuisca alla tutela del territorio, così da restituire la possibilità di fruire delle aree pubbliche e migliorare la qualità sociale del nostro paese”.

Alessandro Cesarato

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