Home Veneto Tornei di poker clandestini: a Padova multate 21 persone

Tornei di poker clandestini: a Padova multate 21 persone

Probabilmente la passione per il poker era tale da convincere i protagonisti di questa vicenda ad aggirare le regole, non solo quelle del gioco autorizzato, ma anche quelle legate all’emergenza Covid-19.

Il 2 gennaio scorso, un gruppo di ventuno persone avevano organizzato dei tornei di poker in provincia di Padova, nonostante le norme per la limitazione della diffusione del Coronavirus. Ai primi dell’anno, infatti, l’Italia si trovava in “zona rossa” e quindi erano vietati gli spostamenti senza giustificazione ed inoltre erano chiusi anche i negozi.

Non è dato sapere invece se il circolo privato in cui il torneo era stato organizzato avesse le autorizzazioni necessarie e il gioco fosse legale oppure se sia stata commessa un’infrazione anche da questo punto di vista, ad esempio con la presenza di puntate a soldi. Ricordiamo, infatti, che il gioco clandestino è vietato dalla legge ed è considerato un reato penale. È bene essere informati sulla regolamentazione del poker in Italia per non incorrere in possibili sanzioni o veri e propri procedimenti giudiziari.

Il blitz nel circolo privato

Tutto è partito da delle segnalazioni e da alcuni messaggi su Whatsapp. Tramite le chat del celebre servizio di messaggistica, infatti, i soci di un circolo privato di Due Carrare, comune della Provincia di Padova, avevano organizzato dei tornei di poker dandosi appuntamento per il 2 gennaio. Tutto questo nonostante le restrizioni imposte per quel giorno in Italia, che comprendevano l’obbligo di rimanere a casa se non in caso di giustificati motivi di lavoro o di salute.

Avviata l’indagine, gli agenti della squadra amministrativa della Questura di Padova si sono appostati nelle vicinanze del circolo ed hanno filmato il flusso continuo di persone che hanno parcheggiato l’auto nella zona, non troppo vicino per non destare sospetti, raggiungendo a piedi l’ingresso della struttura. Successivamente, con la collaborazione degli agenti della Squadra Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine del Veneto, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione all’interno del locale ed hanno trovato 21 persone che stavano giocando a poker, nella variante Texas Hold’em, attorno a due tavoli.

I giocatori erano l’uno vicino all’altro senza il rispetto di alcuna distanza sociale minima, in barba alle misure di prevenzione del contagio da Covid-19, e in alcuni casi anche senza la mascherina. Per il ristoro degli avventori del torneo era stato aperto anche il bar, dove si potevano consumare in tranquillità sia bibite che alcolici. I giocatori erano in maggioranza italiani di età compresa tra i 25 ed i 50 anni, ad eccezione di due stranieri, ma ben 14 dei 21 presenti erano pregiudicati.

Sanzione di 800 euro e denuncia per i gestori

Ovviamente tutti i partecipanti al torneo di poker “in zona rossa” sono stati identificati e sanzionati con una multa doppia da 800 euro, una per aver violato il divieto di spostamento tra comuni senza un motivo giustificato ed una per avere creato un assembramento.

Sanzione ben più severa per i gestori del circolo privato, che erano chiaramente in accordo con gli organizzatori del torneo, dato che avevano suggerito nei messaggi Whatsapp, intercettati dagli agenti, le motivazioni da scrivere nelle autodichiarazioni necessarie per raggiungere il circolo e avevano ribadito l’obbligo di indossare la mascherina, poi non rispettato da molti.

Così l’attività del locale di Due Carrare è stata sospesa per 5 giorni con effetto immediato, mentre il legale rappresentante è stato sanzionato anche se non era fisicamente presente all’interno del circolo al momento del blitz. Si tratta di un 40enne padovano che, insieme al segretario del circolo privato, è stato anche denunciato per il reato di istigazione a disubbidire alle leggi dello stato, in relazione ai messaggi che aveva divulgato con le indicazioni su come comportarsi in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

In questa vicenda a fare da sfondo – oltre che da pretesto – c’è il poker, ma purtroppo nella sua declinazione peggiore, ovvero quella fuori dalle regole. Per il gioco sul tavolo verde questa è una vera e propria piaga che dimostra di perdurare nonostante gli sforzi fatti dal legislatore di legalizzare l’intero settore, sia con l’apertura di casinò autorizzati (in Italia sono solo quattro) sia con la regolamentazione del gioco online a partire dal 2011. Speriamo che l’eco nazionale avuta da questa notizia porti ad una sensibilizzazione sia per quanto riguarda il rispetto delle misure anti-Covid sia per quanto riguarda il poker giocato in modalità autorizzate e sicure.