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Tra manoscritti ed opere musicali: L’archivio a cura del Pollini

Contiene più di 40.000 mila manoscritti che derivano dalla più alta tradizione musicale a cura del conservatorio Pollini

Biblioteca musicale del Pollini

Di tutto lo scibile musicale classico presente a Padova, la nuova biblioteca del Pollini ne contiene gran parte. Si parla di 40.000 mila fra manoscritti ed opere per un totale complessivo di 50.000. La sede, In Riviera Ponti Romani 88, sarà aperta al pubblico e consultabile da appassionati, studiosi e curiosi. Il coinvolgimento per l’utente non mancherà, sono stati previsti materiali audio disponibili e consultabili per garantire un’ esperienza musicale a tutto tondo. Uno spazio aperto alla città, per diffondere il patrimonio musicale del territorio.

“La biblioteca del conservatorio si è formata negli anno 80′ del 19° secolo con la fondazione dell’istituto Pollini” – spiega il prof. Veniero Rizzardi. “Raccoglie musiche antiche alcune antecedenti alla realizzazione della biblioteca stessa. Negli ultimi anni è stata pubblica un’importante raccolta del 600′, probabilmente la più valida che possediamo considerato che ne esiste una sola copia ed attualmente questa si trova qui, a Padova. Nel 2019 è stata eseguita per la prima volta in tempi moderni, un’opera di Giacomo Meyerbeer che fa parte dell’archivio storico del Teatro Verdi. La biblioteca del conservatorio infatti, custodisce manoscritti di tutte le opere che sono state rappresentate al “Teatro Nuovo” successivamente denominato Teatro Verdi che sicuramente, rappresenta uno dei più grandi tesori posseduti.”

Elio Orio, attuale direttore del conservatorio “Cesare Pollini” commenta: “Un risultato notevole, considerato che questo stabile precedentemente era una gioielleria, abbiamo cercato di fare in modo che la biblioteca possa essere considerata la”gioielleria della musica”. Prima la biblioteca era situata all’interno del conservatorio. Creare uno spazio dedicato significa avvicinare la cittadinanza alla musica e non solo, dare valore al contenuto della biblioteca stessa che ricordo, rappresenta un’eccellenza a livello nazionale.”

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