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A Maserà baby gang e bullismo si contrastano con attività ed iniziative pubbliche

Contro i fenomeni delle baby gang e del bullismo, il Comune di Maserà coinvolge i giovani in attività e iniziative pubbliche. E’ la partecipazione che fa la differenza.

L’adolescenza non è un momento facile, né per i diretti interessati, e nemmeno per i genitori, che devono confrontarsi con un’evoluzione del carattere a volte molto complessa. Da qui, e magari da un contesto familiare difficile, iniziano qui piccoli episodi di bullismo che vedono protagonisti giovanissimi 14enni, fino ad arrivare a ragazzi che si avvicinano alla maggiore età. E protagoniste sono anche le vittime, a volte coetanei, altre ragazzini ancora più giovani. Rientrano in questo contesto anche gli atti vandalici ai danni di abitazioni o arredi urbani.

Anche Maserà deve fare i conti con i fenomeni delle baby gang e del bullismo e l’amministrazione si sta organizzando per affrontare la problematica nel modo più costruttivo possibile. I social, purtroppo, non aiutano a scoraggiare questi episodi, anzi. La vicenda di alcune settimane fa, che ha visto protagonisti un gruppo di giovanissimi, promuoversi su Instagram come ‘baby gang’, fa capire come i social network possano essere usati peer comunicare messaggi assolutamente negativi. I ragazzini sono stati tutti indentificati e isolati, dopo essere stati visti in assembramento e senza mascherina dalla polizia del luogo, che li ha convocati in caserma insieme ai genitori. Ma le cose si aggravano quando si tratta di violenze anche fisiche ai danni di altri giovani, o di spaccio, e purtroppo, negli ultimi tempi, non sono mancati.

La chiave? Potenziare le attività per le giovani generazioni

Da qui l’idea dell’amministrazione di potenziare alcune iniziative dedicate alle giovani generazioni, come eventi o attività che li vedano coinvolti direttamente in qualcosa di positivo e creativo: “Abbiamo aderito a dei progetti portati avanti dai consiglieri delegati alle politiche giovanili – spiega il sindaco, Gabriele Volponi -. Da un paio d’anni, nel periodo estivo organizziamo una festa, e destiniamo a loro una serata che possano organizzare in piazza della Libertà. L’esperienza di due anni fa è stata molto positiva, perché anche i giovani più agitati hanno trovato un modo per incanalare la loro espressività, senza recare danno agli altri e, anzi, impegnandosi nell’organizzazione”.

Secondo il primo cittadino, l’età media dei giovani più a rischio si sta alzando: “Adesso dobbiamo preoccuparci maggiormente dei ragazzi più grandi – conclude Volponi -. Ci rendiamo conto che il periodo non sia dei più facili, specie per le giovani generazioni, ma anche i ragazzi che hanno superato la maggiore età sono in pericolo. In molti casi manca una realtà familiare solida alle spalle di questi giovani, che faticano a trovare una direzione e sono un po’ lasciati al loro destino”. (e.f.)

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