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Bottrighe, un documentario fa rivivere lo zuccherificio

Un documentario inedito, girato dal Luigino Zanforlin, fa rivivere lo zuccherificio di bottrighe, a 30 anni dalla chiusura dello storico stabilimento

Bottrighe, Luigino Zanforlin

Sono già trascorsi trent’anni dalla chiusura dello zuccherificio di Bottrighe, esattamente il 29 ottobre 1991, ma sembra ieri. Da un interessante filmato-documentario del 1990, girato da Luigino Zanforlin, allora dipendente di una cooperativa, si vedono le immagini esterne ed interne dello stabilimento in funzione durante la penultima campagna saccarifera. Ciò, postato sul gruppo facebook de “I Butrigan iè in ogni canton”, è stato tutto un susseguirsi di commenti nostalgici nel ricordo del vecchio impianto.

Lo zuccherificio di Bottrighe: una città dentro il paese

Questa fabbrica, tra agosto e ottobre, diventava infatti da sola, una città dentro il paese, creando un movimento indescrivibile di mezzi e persone. Senza contare le luci, i fumi, i rumori e gli odori della lavorazione. Altresì le lunghe file di camion, trattori, tra questi il gran rumore del mitico Landini testa calda, tutti in attesa di scaricare le barbabietole.  Ed ancora le donne in bicicletta con la sporta delle cibarie da portare ai loro mariti durante i turni. Volti, sorrisi, parole e movimenti che rimangono indelebili nella mente di chi ha vissuto a fianco e a contatto con la storica fabbrica dello zucchero, che per settantasette ininterrotti anni, diede lavoro a migliaia di persone del territorio.

Bottrighe, siloos dello zuccherificio

La storia dello zuccherificio

Lo zuccherificio, costruito nel 1912 da una società Belga, su terreno offerto in donazione da una signora del luogo, allo scopo che la fabbrica nascesse qui, anziché nei comuni limitrofi, iniziò la sua prima campagna saccarifera nell’agosto 1914. Negli anni settanta questo impianto batteva il primato italiano, in produzione e qualità. Lo zuccherificio, tra i gioielli dell’impero Montesi, causa la crisi societaria, passò in seguito nelle mani di Eridania-Ferruzzi che dopo pochi anni ne decretò la chiusura. Dopo Bottrighe, seguì la stessa sorte lo zuccherificio di Contarina a Porto Viro, l’ultimo dei tredici zuccherifici polesani, un tempo fiorenti nell’industria agroalimentare. La fine della bieticoltura italiana avviene dagli anni novanta in poi, con il benestare dell’allora ministro dell’agricoltura Alemanno, che accolse le direttive europee.

Gli altri stabilimenti in Italia

Oggi in Italia si contano purtroppo solo due zuccherifici, a Pontelongo nel padovano e a Minerbio nel bolognese, della stessa cooperativa CoproB, commercializzata con il marchio Italia Zuccheri, oggi l’unico zucchero prodotto da barbabietole italiane. A Bottrighe rimane il commovente ricordo dello zuccherificio, diventato un binomio che continua a rimanere nel tempo inscindibile, tra lo stesso e l’intero paese.

Roberto Marangoni

 

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