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“Bravo” al sindaco che sta delineando due orizzonti importanti per Vicenza

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Bisogna dire “bravo” al sindaco di Vicenza. Per due motivi. Primo: dopo un avvio un po’ in affanno, dove proprio l’orizzonte strategico era debole, sta delineando un paio di prospettive interessanti per la città. Secondo: sull’alta velocità, che è uno dei due progetti di ampio respiro, ha messo da parte le proprie convinzioni e ha sposato l’idea dell’amministrazione precedente di Achille Variati – vale a dire il suo contrario idelogico – pur di mandare avanti il progetto e i lavori. E non perdere quattrini.

 

Quando un amministratore non getta via quello che ha fatto il predecessore è un merito che, specie a Vicenza, gli va riconosciuto

Iniziamo da quest’ultimo aspetto. L’alta velocità a Vicenza è un nodo intricato che da trent’anni non si riesce a sciogliere. Di fatto, l’attraversamento di Vicenza ha sempre bloccato la realizzazione della linea Verona-Padova. Se ne parla da fine anni Ottanta, inizio Novanta, quando le Ferrovie avevano ipotizzato il passaggio a sud dei Colli Berici per tagliare la testa a tutte le polemiche. Naturalmente, l’idea fu accantonata (e mai possibile saltare un capoluogo?) e iniziò il balletto dei progetti, dei confronti e delle ipotesi. Sino all’ultima, che i tecnici di Roma hanno definito “irreversibile”, termine che Rucco ha adottato e ha fatto rimbalzare nelle note ufficiali d’inizio settimana. Eppure proprio lui, assieme a Claudio Cicero, all’inizio la pensava diversamente: gli piaceva l’idea di un tunnel che magari poteva sembrare fantascientifica, ma che era anche affascinante. Impatto ambientale zero, anche se costi alle stelle. Ha provato a valutare, ad approfondire – confessa – ma poi s’è arreso all’ipotesi che qualche giorno fa è stata ufficializzata. Addio tunnel. Perché cambiare il progetto avrebbe significato perdere i finanziamenti e qualche ex ministro a Roma non vedeva l’ora.

Quando un amministratore capisce che il bene della città va perseguito anche se non rappresenta l’ottimo dei propri desideri è da elogiare. Intestardirsi a perseguire l’ottimo significa, di fatto, non raggiungere mai l’obiettivo. I coach del management lo insegnano come prima regola. Del resto, Vicenza ha una lunga storia alle spalle di progetti messi da parte perché questo non va bene qui, quest’altro è sbagliato di là, perché bisogna accontentare Tizio che brontola, Caio che fulmina e così via. Cito due nomi per tutti: Renzo Piano e Gino Valle.

Un altro sindaco che, in tempi recenti, ha saputo sfruttare quanto fatto prima di lui e portarlo a compimento è stato Enrico Hüllweck, “il sindaco muratore” come era stato definito e che adesso lui ama ricordare: se Hüllweck non avesse ripreso in mano il progetto di Gino Valle, elaborato grazie al sindaco Antonio Corazzin negli anni Ottanta, oggi Vicenza non avrebbe ancora il teatro. Nella foto accanto, Enrico Hullweck oggi a capo della Fondazione teatro.

 

 

Alta velocità e Campo Marzo: su centro storico e periferia Rucco gioca due importanti scommesse per il futuro di Vicenza

La decisione “irreversibile” di proseguire con l’Alta Velocità fa compiere un passo in avanti alla città. E ne fa compiere due a lui, che ha sorpassato la posizione di un Pd ancora accartocciato a ripensare, approfondire, discutere. Il Pd ha aperto al tunnel, sostanzialmente bocciando l’ipotesi di Variati (che è rimasto piuttosto sorpreso dall’uscita pubblica sull’argomento) il giorno prima dell’ufficializzazione della posizione “irreversibile” di Roma. E sì che dovrebbero avere uomini e informazioni dal governo. In due parole, si sono trovati spiazzati. Sembrano quegli attaccanti che l’Olanda di Cruijff del “calcio totale” lasciava attoniti in fuorigioco perché la difesa avanzava tutta all’improvviso.

Il Pd deve stare attento: già a livello nazionale non vive un buon momento, con i sondaggi che lo danno al 14% rispetto ai Cinquestelle della rinascita con Conte; se poi aggiunge passi falsi e poca strategia anche in sede locale, rischia davvero di restare a guardare una partita giocata da altri. Oggi nel Veneto il Pd ha il 15%, in città il 22%. Se i dati nazionali venissero confermati, il Pd nel Veneto potrebbe scendere pericolosamente vicino al 10%. O anche sotto. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Il sindaco appare più sicuro di sè e non pensa più di ritirarsi dopo il primo mandato (come disse nel dicembre 2018)

Secondo merito di Rucco è quello di aver lanciato una grande scommessa sul verde, che ha come baricentro Campo Marzo ma che si estende parecchio in altri quartieri. Fatta la tara del mancato coinvolgimento sulla decisione di ripiantare gli alberi nel parco, che è stata obiettivamente un errore, finalmente si vede un obiettivo rilevante e di lungo periodo che può davvero cambiare volto alla città. L’obiettivo dichiarato è un centro rigenerato e funzionalizzato.

Diciamo la verità, questo sindaco è maturato ed evidentemente comincia a credere di più in se stesso. Tutti ricordano l’intervista di fine anno nel 2018 quando escludeva un secondo mandato, a sei mesi dall’elezione. Un po’ come dire: scusate, mi sono sbagliato. Adesso questi discorsi non li fa più e sta giocando partite importanti anche, evidentemente, per ottenere nuovamente la fiducia dei cittadini. Una delle scommesse sul piatto è quella del verde e dell’ambiente, a ovest come a est. Dalle poche notizie che filtrano, l’Alta velocità a est porterebbe importanti opere complementari: chilometri di piste ciclabili, rotatorie per snellire il traffico, parcheggi. Si tratta di un altro pezzo di città, quello a est che verrebbe completamente ridisegnato. E ne ha bisogno.

I tempi di realizzazione degli obiettivi sono da Ethan Hunt di “missione impossibile”. Ma Rucco merita un’apertura di credito

Resta l’incognita dei tempi, che rappresentano davvero il collo d’imbuto di tutto il progetto. Bisogna riuscire a far correre i treni sui nuovi binari entro il 2026, altrimenti si perdono i soldi del Recovery fund. C’è chi a palazzo Trissino parla di “missione impossibile” e Francesco Rucco non è Ethan Hunt né Tom Cruise. Sarà, ma vogliamo lasciare ogni speranza? Vicenza sarà una città difficile, talvolta aspra, ma non è l’inferno dantesco. Il sindaco merita un’apertura di credito. Quello dei tempi per raggiungere gli obiettivi è il terzo fronte d’impegno che ha davanti l’amministrazione e sul quale si misurerà la sua capacità. Per il momento, bisogna prendere atto di alcune novità positive: il che non è poco. (Antonio Di Lorenzo)

 

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