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Cittadella sociosanitaria di Cavarzere, per Cavarzere in Azione: “L’amministrazione avrebbe potuto seguire meglio il bando”

Cittadella sociosanitaria. Il gruppo “Cavarzere in Azione” critica la mancanza di “un coinvolgimento fattivo e una comunicazione adeguata” dal momento che la privatizzazione riguarda il futuro della sanità del nostro territorio”.

Cittadella sociosanitaria di Cavarzere
Cittadella sociosanitaria di Cavarzere

“Rivedere il Piano di privatizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari per attingere ai finanziamenti che l’Europa ci mette a disposizione con il Recovery Plan. È un’occasione che non si presenterà più”. Così il neonato gruppo politico “Cavarzere in Azione”, che commenta il recente bando per la privatizzazione della cittadella sociosanitaria di Cavarzere. Non senza polemica: “Che fine hanno fatto i 12 posti dell’ospedale di comunità tanto promessi e garantiti in incontri pubblici dalle  autorità politiche e sanitarie – si chiede il gruppo -?  Noi avremmo desiderato che l’attuale amministrazione comunale presidiasse con maggior interesse la questione, specie nella fase di studio e nelle scelte propedeutiche alla formulazione del bando, per le ovvie ragioni che riguardano il futuro della sanità nel nostro territorio”.

Cavarzere in Azione: “Tutti ci siamo resi conto di quanto sia importante la presenza in loco di un presidio sanitario efficiente e adeguato”

Il bando, come ricorda il gruppo, prevede un vincolo per la destinazione d’uso sanitario della durata di 15 anni, per un valore complessivo di 5.054.207,06 come valore della base d’asta. “Secondo quanto scritto nel bando, all’acquirente sarà garantito l’accreditamento e l’affidamento dei servizi sanitari e socio-sanitari per un totale complessivo annuo di 3 milioni 440mila euro. Dalle carte emerge che all’Ulss 3 rimarranno i due stabili destinati a consultorio famigliare e a servizio dei medici di famiglia, con l’obbligo di provvedere alla loro ristrutturazione e modernizzazione”.

Il gruppo critica la mancanza di “un coinvolgimento fattivo e una comunicazione adeguata alla complessità e all’importanza della questione. In questo lungo periodo di pandemia tutti ci siamo resi conto di quanto sia importante la presenza in loco di un presidio sanitario efficiente e adeguato alle sfide imprevedibili, ma possibili e quanto sia necessario cambiare la tendenza politica di questi anni nel tagliare risorse e servizi pubblici che hanno impoverito questo martoriato territorio”.

Gaia Ferrarese

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