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Elezioni a Rosolina, Vitale: “Se mi vorranno, resterò in squadra”

Rosolina verso le elezioni. Il sindaco uscente Franco Vitale non può ricandidarsi dopo due mandati, ma dice: “Se mi vorranno, resterò in squadra”

Franco Vitale

Franco Vitale, sindaco uscente di Rosolina, non potrà ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative, avendo già fatto due mandati, ma comunque non nega la voglia di poter continuare a fare politica per la propria città.

Le parole di Vitale sulla sua esperienza come sindaco

“Tra gli aspetti positivi di questi dieci anni da sindaco, sicuramente c’è il fatto di essere cresciuto come uomo e persona. Ho imparato tante cose attraverso il contatto vivo e presente con il sociale, che è molto diverso dal lavoro in proprio. Aspetti che non conoscevo da vicino. Sono cresciuto dal punto di vista umano e nel limite del possibile ho sempre risposto alle esigenze della popolazione. Ho avuto la fortuna di essere eletto due volte, credo anche grazie alla massima disponibilità verso le persone. Come aspetto negativo, ho capito che l’Italia è una macchina molto complessa dal punto di vista burocratico. Molte persone ci giocano su questo, per far valere il loro ruolo. L’Italia è fatta di persone valenti che però si bloccano davanti agli ingranaggi della burocrazia, bloccando investimenti possibili per lo sviluppo del territorio. Il mio rimorso è quello di aver visto sfumato un anno di lavoro a causa della pandemia, visto che era impossibile avere contatti stretti con gli stessi uffici comunali. La pandemia ha creato un freno a iniziative che potevano essere messe a frutto”.

Vitale: “Se dovessi restare mi piacerebbe avere l’assessorato al patrimonio e ai servizi sociali”

Vitale con orgoglio dice grazie alla squadra che lo ha sostenuto nei due mandati: “Il lavoro di squadra può far sì che Rosolina possa fare un bel salto di qualità. Questo anche in ottica di future generazioni, che non è giusto siano costrette a lasciare paese, provincia, regione e nazione. Bisogna puntare sul turismo. Stiamo lavorando per mantenere l’asse che mi ha sostenuto, consapevoli che il dialogo è un fattore importante. Siamo aperti a tutti. Sono tutti i benvenuti a patto che si faccia del bene per il paese. Sto valutando, se mi vorranno io resterò: sono abituato a suonare il campanello e a chiedere permesso. Se dovessi restare mi piacerebbe avere l’assessorato al patrimonio e ai servizi sociali, mentre il turismo lo lascerei volentieri al nostro attuale vicesindaco. La lista del mio primo mandato aveva tutti i partiti, compresa la Lega. L’attuale civica invece è spostata più a destra. Abbiamo attaccato le bandiere in cantina e messo al loro posto le priorità della nostra gente”.

Marco Scarazzatti

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