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Este, commercialista condannato per usura

Grossa condanna per un commercialista atestino: l’accusa è di usura continuata, 5 anni di carcere e 17mila euro di multa

Condanna per un commercialista
Condanna per un commercialista

Condanna pesante per un commercialista atestino di 56 anni. L’accusa è di usura continuata avendo prestato denaro a tassi vertiginosi, in un caso addirittura del 101 per cento. Per lui 5 anni di carcere oltre a 17mila euro di multa e il pagamento delle spese processuali. Oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella legale per la durata della pena. In quel lasso di tempo è sospesa anche la capacità di trattare con la Pubblica amministrazione. Il professionista è stato condannato anche a un risarcimento di 83mila euro alle parti civili. Così ha deciso il tribunale di Rovigo al termine di un processo durato quasi due anni. I giudici hanno disposto inoltre la confisca di 100mila euro in denaro o altri beni nella disponibilità dell’imputato.

Este, commercialista condannato: due gli episodi “incriminati”

Sono due gli episodi contestati al professionista, ai danni di altrettante imprenditrici attive nell’Estense: l’una nel settore edile, l’altra in quello dei trasporti. Il primo risale al 2009, quando tra aprile e giugno il commercialista aveva prestato alla sua cliente 150mila euro a titolo di mutuo pretendendone 32mila di interessi. A conti fatti l’interesse da “strozzino” applicato era del 101,13 per cento su base annua. Il secondo caso si colloca invece tra maggio del 2010 e novembre del 2013: il professionista aveva assicurato un prestito da 85mila euro, che la beneficiaria aveva restituito nell’arco di tre anni con l’aggiunta di 58mila euro di interessi. Applicando un tasso del 42,4 per cento, aveva intascato così ben 143mila euro.

Era stata proprio questa seconda vittima, poi costituitasi parte civile a processo, a far venire a galla l’attività illecita del commercialista. Era maggio del 2016 e l’Agenzia delle Entrate aveva notificato a lei e alla sua società un accertamento per una somma indicata come “prestito a terzi” non giustificata dai documenti presentati al Fisco. Così la malcapitata aveva denunciato i fatti alle Fiamme Gialle di Este, che avevano subito aperto un’indagine nel corso della quale dai conti correnti del professionista erano stati sequestrati 90mila euro considerati provento di reato. Nel 2018 la procura rodigina aveva chiuso il fascicolo chiedendo il rinvio a giudizio per il commercialista. E ora su di lui pesa una condanna in primo grado contro cui farà ricorso alla Corte d’Appello.

Maria Elena Pattaro

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