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Fermo pesca, il sindaco di Porto Tolle: “Un decreto inaccettabile”

Fermo pesca, un decreto inaccettabile. A dichiararlo il sindaco del Comune di Porto Tolle, Roberto Pizzoli

“La pesca – afferma Pizzoli – è una delle principali attività economiche di Porto Tolle ed è già vessata dalle politiche comunitarie che hanno ispirato il decreto licenziato dal Ministero. In virtù di una sacrosanta difesa e preservazione dell’ambiente e della fauna marini, non si tiene conto dell’insostenibilità economica di certe linee guida, che finirà col ritorcersi sulle famiglie e sulla comunità -, spiega il sindaco. – È comprovato come sia possibile mantenere un equilibrio tra attività di pesca e salvaguardia delle risorse ittiche, ma tale equilibrio deve passare per soluzioni adeguate che non comprendano la costante riduzione delle giornate di lavoro dei pescatori”.

Le parole dell’assessore Tania Bertaggia

Della stessa idea anche l’assessore alla pesca, all’acquacoltura, alle attività venatorie e produttive, allo sviluppo economico e al lavoro, Tania Bertaggia: “Il nuovo decreto è inaccettabile. Infatti, lo scopo di tutela delle risorse ittiche è già ampiamente attuato dalle leggi del mercato – afferma. – Il 2020 ha visto una drastica riduzione della domanda di pescato quale effetto della pandemia. Invero la sospensione dell’attività di ristorazione, ha comportato una forte riduzione della domanda. Questo decreto va ad incidere ulteriormente ed immotivatamente nel settore ittico già provato dagli effetti della emergenza sanitaria con riflessi in tutto il contesto socio-economico”.

E conclude: “Ricordiamo che ad ogni attività è legato il sostentamento di intere famiglie. Il Governo dovrà rivedere la disposizione adottata di concerto con le associazioni di categoria”.

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