domenica, 25 Settembre 2022

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    Intervista a Carolina Blanco, street artist italo-argentina

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    L’artista Carolina Blanco, italo-argentina, racconta come nascono le sue opere

    Carolina Blanco, Nosotros cuatro

    La Street Artist italo-argentina Carolina Blanco, in arte Carolì, di recente ha realizzato il nuovo murales di 40 metri all’Ipercity di Albignasego, dove ha rappresentato il tema dell’ecosostenibilità con immagini di sole donne. Carolì lavora sull’emozione del colore su sagome stilizzate ed infantili proprio le stesse da quando è bambina.

    Come nasce questa sua passione?

    Nasce da bambina l’amore per i colori. Sono cresciuta in una piccola periferia calda di Buenos Aires, l’arte mi ha scelta da subito. I disegni sono sempre stati miei fedeli amici con cui giocare ed esprimere tutta la mia fantasia e immaginazione che mi contraddistingue tuttora.

    Qual è l’opera a cui è più legata e perché?

    In realtà ne ho molte, però se devo proprio scegliere è “Nosotros cuatro”. Tela dove ho rappresentato la mia famiglia nel momento prima di immigrare in Italia nel 2001. Mi emoziona solo a pensarci perché significa l’origine non solo della mia vita, ma del mio percorso artistico perché i disegni “Carolì” sono il ponte tra le mie origini e l’Italia. Mi ricordano costantemente che non bisogna dimenticare le radici.

    Cosa vuole ricordare di questo 2020?

    Nonostante sia stato un anno molto duro su tanti aspetti per tutti noi, a me invece ha permesso di definirmi come artista. È stato l’anno più artistico della mia vita, ho avuto molte proposte e realizzato tantissimi progetti. Mi sento fortunata e grata alla vita per avermi fatto questo bel regalo, dopo un brutto periodo di ansia e stagno artistico, mi ha permesso di rinascere in questo 2020 più forte che mai.

    Quali sono i suoi progetti per il 2021?

    I progetti sono già tanti e molto belli, tanti muri, collaborazioni e laboratori artistici con i più piccoli e non solo. Una piccola anticipazione è che farò la mia prima mostra ufficiale a Padova a marzo e curatrice sarà Anna Donà, mia cara amica che vive e lavora a Parigi. Ci sarà tutto il mondo colorato e glitterato, installazioni dove le persone potranno interagire con alcune opere. Sono molto entusiasta.

    Quali sono i suoi sogni nel cassetto dal punto di vista professionale?

    Il mio più grande sogno professionale è poter pubblicare il mio romanzo “Il Pianeta Giallo”, storia d’amore di povertà, arte e follia ambientato nella stazione di Padova quando un ragazzo che fa il pendolare scende dal treno e si innamora perdutamente di Marta, artista senza dimora con disturbo bipolare, che vive grazie alla carità e la vendita della sue opere. E’ un racconto di sensibilizzazione molto forte suoi disturbi mentali e povertà che ho sempre a cuore. Ho già illustrato su un murales il primo capitolo della storia ed il mio desiderio, oltre la pubblicazione, è lo sviluppo di progetti di sensibilizzazione e aiuto.

    Fanny Xhajanka

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