domenica, 16 Gennaio 2022
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    L’invaso di viale Diaz può già difendere Vicenza dalle alluvioni

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    I consiglieri comunali dell’opposizione Giovanni Rolando e Cristiano Spiller il 5 dicembre 2020 inoltrarono una domanda di attualità al Sindaco Rucco che in estrema sintesi recitava: a che punto sono i lavori dell’invaso di viale Diaz ad un anno e mezzo da inizio cantiere (13 giugno 2019, ndr)?

    Bottacin Rucco e i tecnici genio civile e regione
    Al centro l’assessore Bottacin e il Sindaco Rucco

    Ebbene oggi abbiamo avuto la risposta dall’assessore alla protezione civile e alla difesa idrogeologica del territorio della Regione del Veneto Giampaolo Bottacin, affiancato dal sindaco Francesco Rucco e dall’assessore comunale Mattia Ierardi e dai tecnici della Regione e del Genio civile.

    “Qui in viale Diaz – ha detto l’assessore Bottacin – ci troviamo davanti ad un’opera strategica per difendere dal rischio idrogeologico la città di Vicenza”. L’assessore ingegnere, allievo del noto professor Luigi D’Alpaos, uno dei più celebri esperti contemporanei di idraulica (professore di idrodinamica presso la facoltà di ingegneria dell’Univesità di Padova), ha spiegato che grazie all’impegno messo in campo dopo l’alluvione del 2010 anche con la realizzazione di bacini di laminazione (come a Caldogno) “siamo riusciti a fare fronte lo scorso dicembre a precipitazioni e portate dei fiumi maggiori di quelle che interessarono il nostro Veneto durante l’alluvione del 1966”.

    La “traversa di regolazione” è un “orologio” idraulico: sarà il cuore del sistema di difesa di Vicenza

    la traversa di regolazione di viale Diaz a Vicenza

    Veniamo all’opera di viale Diaz a Vicenza: si tratta di 80 ettari di cassa di espansione (a Nord di viale Diaz, a Ovest della caserma Del Din e a Est degli abitati lungo la statale per Thiene e Schio) suddivisa in 5 sotto-casse, che possono contenere complessivamente 1,2 milioni di metri cubi d’acqua. Durante la stagione secca i campi vengono regolarmente coltivati: oggi era in funzione un trattore con l’aratro. Attorno i camion e le ruspe che lavoravano al completamento degli argini.

    I lavori sono in corso e per ora i tecnici del Genio Civile e le ditte incaricate hanno completato 10 chilometri di argini (l’intero perimetro dell’area) con l’apporto di 180mila metri cubi di terra. Deve essere realizzato da zero il manufatto maggiormente tecnologico, ovvero la “traversa di regolazione” che interesserà l’intera sezione del fiume qualche centinaio di metri a Nord del ponte di viale Diaz (in zona Albera): sarà costruita quest’estate. La “traversa” serve a limitare la portata del fiume nel momento in cui raggiunge i 290 metri cubi al secondo: a questo punto scatta il funzionamento della cassa di espansione.

    Viale Diaz è un bacino che funziona in modo passivo: ovvero l’acqua vi entra per “sfioramento”, quando il livello del fiume supera le barriere in cemento, non come a Caldogno dove vengono aperte delle paratie che si “bevono “ l’acqua del Timonchio.

    Comunque sull’asta del Bacchiglione a Nord di Vicenza ora esistono: il bacino di Caldogno già perfettamente funzionante da 3,8 milioni di metri cubi d’acqua (sul Timonchio), il bacino di laminazione via viale Diaz (sul Bacchiglione) che per ora può funzionare “manualmente”, e sull’Orolo sarà realizzato il bacino di Costabissara. Qui i lavori inizieranno dopo Pasqua (a primavera inoltrata) e quel manufatto conterrà un altro milione di metri cubi d’acqua.

    A cosa servono i bacini? A rallentare e diminuire la portata del fiume Bacchiglione e poi a rilasciare piano piano tutta l’acqua accumulata nel momento di piena.

    I tecnici della Regione del Veneto e del Genio civile di Vicenza hanno calcolato che a ponte degli Angeli il Bacchiglione possa arrivare al massimo a 300 metri cubi al secondo. E a regolare, come un orologio idraulico, quella portata sarà proprio l’opera di viale Diaz. La traversa di regolazione andrà a rifinire il “lavoro grosso” dei bacini dell’Orolo e di Caldogno.

    Alla fine della fiera la realizzazione delle opere del bacino di laminazione di viale Diaz costeranno 19 milioni di euro, comprese una serie di aree alberate definite di “mitigazione ambientale”. I lavori dovrebbero concludersi per fine anno 2021, limitazioni covid permettendo.

    Qui la notizia sul sito del Comune di Vicenza

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