venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Montegrotto Terme: una toponomastica più inclusiva e attenta alla parità di genere

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I cittadini di Montegrotto Terme dovranno scegliere tra 10 figure femminili, a quale donna intitolare il largo di piazza Mercato

Artemisia Gentileschi, una delle 10 figure femminili selezionate per dare il nome alla piazza di Montegrotto Terme
Artemisia Gentileschi, una delle 10 figure femminili selezionate per dare il nome alla piazza di Montegrotto Terme

Una modalità più inclusiva di procedere e che concretamente sia coerente col tema della parità di genere. Parte da questa premessa la decisione di intitolare uno spazio del comune, il largo dove insistono le case dell’ex cooperativa Sacro Cuore di piazza Mercato, ad una donna. Una procedura che – con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza – prevede anche lo svolgimento di un sondaggio da sottoporre agli abitanti di Montegrotto Terme i quali saranno chiamati a scegliere tra una serie di nomi, 10 personalità femminili, selezionati dalla Consulta delle Pari Opportunità.

Montegrotto Terme: il sondaggio per dare il nome al largo di Piazza Mercato prende il via proprio all’indomani dell’8 marzo, in occasione della ricorrenza della Festa della Donna

“La parità di genere si costruisce soprattutto con la cultura, dalla quale discendono le azioni concrete. Noi abbiamo notato che gran parte delle vie e piazze di Montegrotto hanno sono dedicate a uomini: sono di fatto un esempio. Vogliamo cominciare con questo passo una modalità più inclusiva e una rappresentazione più fedele della nostra società. Dare il nostro contributo a una sensibilità che negli ultimi anni è giustamente cresciuta”, spiega il sindaco Riccardo Mortandello.

I cittadini troveranno sulla home page del sito del Comune un modulo – nominativo per evitare doppi voti – con il quale potranno indicare la loro preferenza. Potranno votare da lunedì 9 a lunedì 15 marzo.

Montegrotto Terme, parità di genere: ecco le figure femminili scelte per il largo di Piazza Mercato

I nomi selezionati dalla Consulta per le Pari opportunità partono da un nome collettivo in dialetto veneto, largo “Dé-é Spóse” . “La spósa  – spiega la presidente della Consulta Sandra Pinato – era la donna che entrava nella casa maritale, e subiva tutta la gerarchia insita nel gruppo. Le ‘spóse’ avevano su di sé il peso di tutta la famiglia . Sono donne anonime ma potenti, senza potere nel mondo maschile e misogino del tempo e anche di oggi, non avevano titoli di studio, contrariamente a molte di quelle indicate, non acquisivano libertà se non dopo essere divenute con gli anni ‘madóne’ cioè suocere che sovraintendevano alla gestione della casa, anche se modesta, in accordo o disaccordo con le eventuali cognate ‘madeghe’ cioè nubili. Ricordarle con una via o uno slargo sarebbe una forma corretta per ricordare le donne tutte, da quelle dalla condizione più umile a quelle apparentemente privilegiate”.

Tra le altre personalità selezionate vi è Gualberta Adelaide Beccari, nata a Padova nel 1842. E’ stata una femminista e scrittrice. Nel 1868 fondò a Padova il periodico “La donna”, che voleva essere “un organo degli interessi femminili, l’unico scritto da donne”.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia è un’altra delle proposte: è stata un’erudita veneziana, fu la prima donna a ottenere un dottorato al mondo nel 1678 all’università di Padova.

C’è poi la  proposta di Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola Caravaggesca. Nel ‘600 portò in tribunale l’uomo che l’aveva violentata subendo un lungo e umiliante processo nonché la tortura. Alla fine le fu riconosciuto il torto subito.

Tina Modotti è stata una fotografa, attivista e attrice italiana. È considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo, nonché una figura importante e controversa del comunismo e della fotografia mondiale.

Rosa Parks è stata un’attivista statunitense. Fu figura simbolo del movimento per i diritti civili, divenuta famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio dei bus a Montgomery.

Ersilia Bronzini Majno, milanese, è stata un’attivista italiana, emancipazionista, fondatrice dell’Asilo Mariuccia e dell’Unione femminile nazionale.

Rosa Luxemburg è stata una filosofa, economista, politica e rivoluzionaria polacca naturalizzata tedesca. Fiera propugnatrice del socialismo rivoluzionario.

Ipàzia è stata una matematica, astronoma e filosofa greca antica. Rappresentante della filosofia neo-platonica, la sua uccisione da parte di una folla di cristiani in tumulto, per alcuni autori composta di monaci detti parabolani, l’ha resa secondo il teosofo Augusto Agabiti una “martire della libertà di pensiero”.

Madre Teresa di Calcutta, è stata una religiosa albanese naturalizzata indiana di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della carità. Il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta l’ha resa una delle persone più famose al mondo e le valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016.

 
 
 

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