mercoledì, 18 Maggio 2022

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    Padova: UniPD, Anche in zona rossa lezioni in presenza

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    Padova, anche in zona rossa lezioni in presenza. Al giardino Appiani la docente insegna e promuove “Priorità alla scuola“

     

    Ormai da un anno la popolazione studentesca è stata dimenticata dentro le camere davanti allo schermo del computer, senza possibilità di uscire per socializzare, né supporti psicologici. 

    Con la zona rossa le attività in presenza dell’università si sono drasticamente ridotte, pur essendo già estremamente limitate dallo scoppio della pandemia. Dallo scorso lunedì, infatti, sono i laboratori, tirocini e stage di area medica vengono garantiti in presenza Mentre tutto il resto di didattica si svolge online. O quasi.

    Costanza Margiotta, docente di filosofia del diritto presso UNIPD, ha trovato una soluzione alternativa: Fare lezione all’aperto.

    Ora che è iniziata la primavera, è possibile immaginare un aula all’aperto, sia in Prato della Valle che al Giardino Appiani, qui vi sono delle strutture coperte risalenti ai primi del 900, costruite proprio per garantire la scuola in tempi di epidemia, dove è possibile studiare rispettando le distanze di sicurezza.

    “Anche non potendo seguire di persona la lezione e dovendo usare il computer, sono felice di sapere che i miei compagni e compagne di corso hanno potuto vedersi e confrontarsi in presenza tra loro e con la professoressa, È una cosa che fa bene a noi ma che, se fosse garantita a tutta la componente studentesca, farebbe bene anche al Paese” spiega Marco De Fazio, Rappresentante di Scienze Politiche.

    Gli fa eco la collega Imane Kamil, anche lei rappresentante degli studenti con Udu Padova: “ la docente Margiotta è riuscita a dimostrare che con le giuste precauzioni si può garantire una didattica di qualità in sicurezza, sarebbe il caso che anche le istituzioni regionali e ministeriali si risvegliassero da un torpore almeno ventennale e cominciassero a muovere qualche dito per garantire la qualità della didattica che ci spetta”.

    A seguire la lezione in presenza erano circa 30 persone, con un centinaio impossibilitate a muoversi e quindi connesse via Internet. L’auspicio è che questo esempio possa porre le basi per un impegno serio verso l’istruzione, in attesa di capire dove verranno destinati i 209 miliardi dei fondi Next Generation EU.

    Emilia Milan

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