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“Perché tutto questo ci sembra giusto?”: La denuncia degli studenti

Udu Padova: la denuncia della comunità studentesca UniPD in occasione dell’8 Marzo

Udu Padova
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“Oggi è l’8 Marzo. No, non è la festa della donna. 

L’8 Marzo è una giornata di riflessione e di lotta, necessaria per creare uno spazio in cui prendere consapevolezza sulle questioni di genere e sulla condizione femminile.”

Queste le parole che si leggono sui profili social di Udu Padova in occasione della Giornata Internazionale delle Donne, in cui studentesse e studenti di UniPD hanno organizzato una denuncia sul divario tra donne e uomini, anche in un ambito come quello dell’Università. 

L’hanno fatto con delle rappresentazioni grafiche poste negli spazi dell’università.

“La disparità di genere negli atenei è più accentuata di quanto si pensi -spiega Alessia Conti, rappresentante in Senato Accademico di Udu Padova- All’incremento del numero di donne che intraprendono il percorso di studi universitari non corrisponde ancora un accesso in termini proporzionali alle carriere accademiche di ricerca: la presenza femminile diminuisce fino a provocare l’inversione dei rapporti tra i due generi, diventando minima con il progredire verso le posizioni più alte e remunerative”.

Udu Padova: “L’8 marzo mette in luce i problemi, anche all’interno dell’università”

“L’8 marzo serve a mettere in luce ciò che accade quotidianamente e che, riproducendosi, si istituzionalizza e cristallizza, privilegiando alcuni a discapito di altre -Prosegue Anna Tesi, rappresentante di Udu Padova nel CdA dell’Università- in questo quadro il sistema universitario rispecchia purtroppo le disuguaglianze della società in cui opera”.

Differenze che colpiscono anche l’Università degli Studi di Padova dove, nel 1678, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu la prima donna al mondo ad ottenere una laurea.

Università di Padova: grafici con dati delle disparità di genere su tutte le sedi per l’8 marzo

Per dare un’idea del profondo divario tra donne e uomini, hanno affisso in tutte le sedi dell’ateneo delle rappresentazioni grafiche dei dati che rendono chiaramente la precaria condizione femminile all’interno del mondo accademico e non solo, a partire proprio dall’ultimo bilancio di genere stilato dall’Università degli Studi di Padova.

Virginia Libero, rappresentante in Senato Accademico conclude poi “Come comunità studentesca sentiamo la necessitá di denunciare una situazione che vede le donne costantemente mortificate: dai colleghi, dalle istituzioni, dal lavoro domestico, dai programmi di studio, dagli stereotipi e dalle aspettative di genere. 

Con questa analisi vogliamo mettere in luce la segregazione verticale e l’impossibilità, da parte delle donne, di rompere il tetto di cristallo anche in un ambito come quello dell’università. Mettiamo in luce anche la segregazione orizzontale, conseguenza delle aspettative di genere che agiscono su di noi fin dalla nascita, ed infine il peso del lavoro di cura e quanto esso incida sulla vita delle donne”.

È stato infine creato un questionario che ha lo scopo di provocare una riflessione personale sulla condizione femminile. Utile a ricordare e rendersi conto che l’8 marzo non rappresenta un giorno di finta festa, ma un giorno di analisi e riflessione attiva raggiungere finalmente ad un miglioramento della condizione femminile.

Emilia Milan

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