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Riapertura delle scuole di Bottrighe e Baricetta: è polemica

La riapertura delle scuole di Bottrighe e Baricetta torna a far discutere le forze politiche di Adria. La miccia è stata accesa da Alberto Bergo della lista “Ora cambia”, che nelle scorse settimane ha accusato l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto Elena Donazzan, i vari dirigenti scolastici ma anche gli esponenti dell’opposizione di non interessarsi minimamente alla questione e di dimostrare quindi totale indifferenza nei confronti del primo cittadino e dell’intera comunità adriese.

In particolare, Bergo ha puntato il dito contro Massimo Barbujani: “Vogliamo dirlo chiaramente che la chiusura della scuola di Baricetta e della scuola media di Bottrighe si è consumata a causa della voluta politica dell’allora sindaco Barbujani e dell’assessore regionale Isi Coppola, al fine di allargare il loro consenso politico ed elettorale anche a Papozze”.

La risposta del consigliere comunale non si è fatta attendere: “Alberto Bergo dimostra di avere un’opportunistica troppo corta memoria ed evita di ripercorrere le azioni insieme intraprese per affrontare la criticità scolastica. Ora però ritengo sia giunto il tempo di una profonda riflessione da parte sua e della giunta Barbierato che tanto, a suo dire, si dimostra interessata e impegnata ma ad oggi inconcludente. Il sindaco ha promesso attenzione alle scuole delle frazioni; tuttavia, ad oltre due anni dal suo insediamento, ancora non è riuscito a portare a compimento queste sue promesse e di questo non può incolpare gli altri”.

La posizione di Barbujani sulla riapertura

Barbujani conclude confermando la propria posizione circa la riapertura dei due plessi scolastici: “In nome di una indispensabile progettualità, si comprendano le proiezioni future in merito all’effettiva popolazione scolastica e a quelle che potranno essere le reali esigenze inerenti alle strutture scolastiche del Comune. Ho più volte ribadito che non è possibile parlare di apertura di una scuola senza pensare alle sue potenzialità di vita nel tempo. Non basta un sufficiente numero di alunni limitato ad un’annualità. È indispensabile creare le condizioni per la sua futura sopravvivenza”.

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