venerdì, 27 Maggio 2022

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    Ulss5, la campagna vaccini entra nel vivo in Polesine

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    Sono 31.599 i cittadini del Polesine cui sono stati somministrati i vaccini, a fronte di una popolazione idonea alle somministrazioni di 210mila unità.

    Delle 349mila dosi di Astrazeneca somministrate in Veneto, 17mila appartengono al lotto ritirato in via precauzionale. 1904 polesani hanno ricevuto questo lotto ma, secondo quanto riferisce il direttore generale dell’Ulss, nessuno ha manifestato particolari situazioni avverse. Nel frattempo prosegue l’attività vaccinale, sia a domicilio che nei centri vaccinali di popolazione di Rovigo e Lendinara. Sono 1100 le vaccinazioni programmate per domenica 14 marzo per le varie categorie, tra le quali popolazione over-80 e personale della scuola.

     Vaccini in Polesine, Ulss5: “Grazie al sostegno dei sindaci”

    “Ringrazio tutti coloro che si stanno adoperando per sconfiggere il virus – afferma Patrizia Simionato, direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, nella conferenza stampa che si è svolta oggi in contemporanea in tutte le Ulss del Veneto -. I sindaci del territorio hanno risposto immediatamente, rendendosi disponibile a collaborare. Per contrastare la pandemia occorrono procedure straordinarie, che coinvolgano enti pubblici e volontari. L’obiettivo è garantire celermente la più ampia copertura vaccinale possibile. Il piano vaccinale è iniziato con ospiti e dipendenti delle rsa, che sono stati coperti tutti con la fine di febbraio. Grazie alle somministrazioni in queste strutture a oggi, domenica 14 marzo, c’è solo un positivo. La campagna è poi proseguita con il personale della sanità, con i dipendenti pubblici e quelli dei servizi esternalizzati. Spazio quindi a servizi essenziali, come docenti e forze armate, e situazioni di particolare fragilità come il carcere”.

     Vaccini, “coinvolgeremo i medici di base per fare prima”

    “Gli ultracentenari ricevono le somministrazioni a domicilio – spiega Patrizia Simionato -, mentre gli over 80 in grado di muoversi si recano ai centri vaccinali. Gli inviti sono arrivati porta a porta e contiamo di coprire tutti entro la prima settimana di aprile. Per vaccinare più persone in meno tempo coinvolgeremo i medici di medicina generale. Verrà attivato un nuovo modello di presa in carico a domicilio con le terapie monoclonali. Pochi giorni fa la giunta regionale ha approvato la possibilità di eseguire le somministrazioni in alcune grandi sedi produttive. Per difendersi dal virus ci vuole l’impegno di tutti: da parte dell’Ulss nell’organizzare le somministrazioni e da parte dei cittadini nel riceverle. Non lasceremo giacenze, vanno usate tutte le dosi a disposizione”.

     Giacomo Capovilla

     

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