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Valentina Fossati: da Rovigo a New York per studiare il Covid

A soli 42 anni, Valentina Fossati, originaria di Rovigo e biotecnologa al New York Stem Cell Research Institute, può raccontare con grande soddisfazione com’è lavorare per una delle eccellenze riconosciute a livello mondiale. “Tantissime persone si sono inventate lavori, anche se in tanti lavorano in smart working. Devo dire che soprattutto a Manhattan la gente rispetta le regole, usando le mascherine ed evitando gli assembramenti”.

Fossati ha l’onore di lavorare in uno degli istituti che hanno collaborato con gruppi che studiano il virus Covid-19. “Stanno eseguendo ricerche e studi su come il virus infetta le cellule polmonari. Pur non occupandomene in prima persona, ho sempre seguito tutto, tenendomi informata, leggendo i vari studi in corso. Ci vogliono delle attrezzature particolari e laboratori con sicurezze maggiori rispetto al normale, per poter lavorare su certi virus. Noi ricercatori non siamo protetti abbastanza per trattare questo virus. Ho seguito molto il vaccino di Moderna, in quanto è di un mio amico che aveva avuto una borsa di studio proprio su questo argomento”.

Oltre al Covid, Fossati sta continuando gli studi sulle cellule staminali

E aggiunge: “Mai nessuno cinque-sei anni fa avrebbe potuto immaginare una cosa del genere. Non c’è stato un aiuto dall’alto per la scienza e nel credere a quello che noi facciamo. Le vaccinazioni sono iniziate e tantissimi le hanno fatte. C’è la fila, in quanto tanti hanno la volontà di iniziare una nuova vita e debellare la crisi economica. Ioda un anno lavoro da casa, ossia da fine febbraio, da quando dall’Italia stavano arrivando notizie allarmanti. Lavoro però più di prima. Vengo invitata a vari tipi di seminari, in tutto il mondo, a livello virtuale ovviamente. Sto proseguendo con gli studi sulle cellule staminali, legati ai tumori al cervello, oltre a quelli su Alzheimer e sclerosi multipla. Abbiamo proposto un nuovo progetto relativo alle cellule sullo spazio, che ha suscitato molto interesse. E’ un periodo molto intenso per me”.

Fossati: “Il problema è che la gente continua a spostarsi in aereo e quindi prosegue a portare il virus ovunque, con le varie varianti”

“Il problema – dice Valentina – è che la gente continua a spostarsi in aereo e quindi prosegue a portare il virus ovunque, con le varie varianti. Ognuno dice di avere un buon motivo per viaggiare. Oggi ci sono più controlli rispetto a prima, ma purtroppo prima tanti positivi, magari asintomatici, hanno portato il virus ovunque. E’ diventata una lotta contro il tempo, per prevenire varianti e il diffondersi del virus tra i vari Stati. Siamo in una fase molto critica e caotica, dove non ci sono direttive ben precise. Prima si arriva a vaccinare un più alto numero di persone e prima sene esce da tutto. Io da un anno sono chiusa in casa, a parte qualche piccolo giro al parco e la spesa, ma vedo che tanti se ne fregano. Siamo tutti interconnessi l’uno con l’altro: se tutti facessimo la nostra parte e capissimo che il virus è vero, allora ce la potremmo fare prima. Invece, noto che ancora esiste il negazionismo”.

Marco Scarazzatti

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