giovedì, 11 Agosto 2022

ASCOLTA L'ULTIMO NOTIZIARIO

More
    Banner edizioni
    HomeVicentinoVicenzaVicenza, chiude la profumeria Douglas in corso Palladio: il gruppo taglia 128...

    Vicenza, chiude la profumeria Douglas in corso Palladio: il gruppo taglia 128 negozi

    Banner edizioni

    Sei punti vendita nel Veneto saranno tagliati dal piano di riorganizzazione del gruppo tedesco

    La profumeria Douglas in corso Palladio: entro domani sarà chiusa, come prevede il piano di riorganizzazione della multinazionale tedesca

    Chiude entro domani, 31 marzo, il negozio Douglas di corso Palladio, come anche gli altri cinque del Veneto. E’ la conseguenza del piano di riorganizzazione – come si legge sulla sezione Economia del Quotidiano nazionale – deciso dalla proprietà. Il piano di riorganizzazione della catena di profumerie Douglas Italia riguarda, infatti, 128 punti vendita e 457 lavoratori. La lista è stata presentata ai sindacati dalla direzione della catena tedesca, che ha già disdettato la maggior parte dei contratti d’affitto dei negozi. Una scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil in assenza di un piano commerciale ed alla luce della proroga al prossimo 31 ottobre del blocco dei licenziamenti stabilita dal Decreto Sostegni.

    I sindacati: “Una scelta inaccettabile che penalizza soprattutto le donne che sono la maggior parte del personale”

    L’elenco dei negozi comprende 20 punti vendita in Lombardia, di cui nove tra Milano e la sua provincia, cinque tra Brescia e la sua provincia, due a Mantova e provincia, due a Varese, e uno ciascuno per i
    territori di Bergamo, Lecco e Monza Brianza); sei in Piemonte (quattro tra Torino e la sua provincia, uno nel territorio di Alessandria e uno nel territorio di Biella); cinque in Friuli Venezia Giulia e sei in Veneto (tre nel territorio di Padova, uno ciascuno nelle aree di Treviso, Verona e Vicenza), otto in Emilia-Romagna, 12 in Sardegna, cinque in Liguria, 17 in Toscana e cinque nelle Marche.

    Chiudere i negozi è una scelta inaccettabile –  dice la segretaria nazionale della Fisascat, Aurora Blanca come riporta sempre il Quotidiano Nazionale – si tratta di un’azienda che impiega prevalentemente donne e, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese”. La Cisl si aspetta segnali rapidi dal ministero: “E’ una battaglia contro il tempo ma dobbiamo convogliare tutte le forze affinché le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale”.

     

    Banner edizioni
    Banner edizioni
    Banner edizioni

    Le più lette

    Banner edizioni