domenica, 16 Gennaio 2022
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    Vicenza, Confartigianato chiede di cancellare i cinque miliardi del cashback

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    Cavion: “Destiniamo quei soldi a obiettivi migliori, magari a sostenere le imprese che soffrono”

    “Cancelliamo il cashback e destiniamo i soldi a obiettivi migliori, magari a sostenere le imprese che soffrono”. È la posizione di Gianluca Cavio, presidente di Confartigianato, che critica l’operazione cashback del governo, che ammonta a quasi 5 miliardi di euro. “È quanto mai scandaloso che quei soldi siano destinati a lotterie di scontrini e a trovate, come appunto il cashback, giustificate con motivazioni deboli quali la lotta all’evasione. Quei 5miliardi, diciamolo chiaramente, in questo modo e in questo momento sono soldi sprecati”. Non usa mezzi termini il presidente di Confartigianato Vicenza, Gianluca Cavion anche perché “nelle condizioni attuali di difficoltà economica delle imprese, in particolare di alcuni comparti, quei 5miliardi potrebbero avere altre e più utili destinazioni”. Il presidente, infatti, sottolinea come molte imprese artigiane, vittime di astrusi meccanismi legati unicamente ai codici Ateco, non abbiano ricevuto ristori a seguito delle chiusure imposte nella seconda parte dello scorso anno. Nella foto, il presidente degli artigiani vicentini, Gianluca Cavion.

    “Il cashback dimostra insensibilità verso chi ha pagato davvero, e caro, il lockdown”

    “Nel frattempo che si fa? La lotteria degli scontrini – aggiunge Cavion – Una decisione che mostra una totale assenza di sensibilità verso chi ha pagato davvero e caro il lockdown, le zone di vario colore, le restrizioni su orari e attività, i dispositivi e gli adeguamenti alle norme anti contagio che, come nel caso delle barriere nei ristoranti, non sono state utilizzate. Siamo di fronte a una palese disparità di trattamento. Speriamo solo che ci si ravveda al più presto. Questi 5miliardi di euro, infatti, potrebbero essere destinati in parte ai nuovi ristori e in parte alla riforma fiscale, sicuramente strumento più equo e articolato di una lotteria, annunciata dal presidente Draghi nel suo discorso di insediamento”.

    Confartigianato organizza un “tavolo” veneto con docenti, tecnici e imprenditori sulla riforma fiscale

    Un messaggio, quello di Confartigianato, che arriva a margine dei lavori delle Commissioni Finanze di Camera e Senato impegnate sulla riforma del sistema fiscale. E proprio a Vicenza su questo tema nasce un tavolo di lavoro per avanzare delle proposte concrete e a misura di piccola impresa. Voluto da Confartigianato imprese Vicenza e aperto ai tecnici delle altre associazioni del sistema Confartigianato del Veneto, al tavolo parteciperà anche il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, Andrea Trevisani. “In un progetto di riforma così importante non può mancare la partecipazione degli imprenditori vicentini e veneti – spiega Cavion – Infatti noi imprenditori siamo i destinatari dei provvedimenti e ascoltare la nostra voce è fondamentale, oltre che necessario, per comprendere l’impatto sull’economia reale. Come associazione abbiamo a disposizione numerose utili informazioni, che ricaviamo dal costante contatto con le imprese, sia in termini associativi che di servizi erogati. Attraverso alcune analisi ed elaborazioni sarà possibile, quindi, contestualizzare le proposte di riforma avendo piena consapevolezza della nostra realtà imprenditoriale di territorio”.

    “Gli imprenditori hanno diritto di fare sentire la loro voce sul fisco, mentre a Roma la politica discute e si dimentica di noi”

    Sono coinvolti nell’iniziativa, che si snoda in più tappe, anche due esperti: i professori Andrea Giovanardi e Dario Stevanato, entrambi ordinari di diritto tributario rispettivamente alle Università di Trento e Trieste, nonché autori di apprezzati volumi sulle materie tributarie e, coincidenza che l’associazione ritiene utile, componenti del tavolo che la Regione Veneto ha istituito a suo tempo per il negoziato con il governo in materia di “ulteriori forme di autonomia”.

    “Oggi appare evidente che occorre non disperdere importanti risorse, che potrebbero essere il primo strumento per la realizzazione della riforma fiscale con l’obiettivo di produrre un significativo abbattimento delle imposte che gravano ormai in modo insostenibile sulla piccola impresa e sul lavoro. Basterebbe che il cashback si interrompesse a giugno: avremmo già recuperato 3 miliardi di euro per il 2022”, conclude Cavion.

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