giovedì, 11 Agosto 2022

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    Vicenza, dal Comune 165 mila euro alle associazioni perché producano cultura

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    E’ la prima iniziativa di questo genere nel Veneto e, probabilmente, anche in Italia

    Simona Siotto
    L’assessore alla cultura di Vicenza, Simona Siotto

    È un segno concreto di quanto l’amministrazione sia attenta ai cittadini e alla cultura. È la prima iniziativa di questo tipo sicuramente nel Veneto e forse – così impostata – anche fuori dai confini regionali, perché di solito i contributi alla cultura arrivano dallo Stato. Questa volta, invece, è il Comune che apre il portafoglio. E gliene va dato merito, in un momento in cui gli operatori culturali sono stremati, senza soldi e spesso non ascoltati.

    Il progetto si chiama “Vicenza oltre il covid: con la cultura si riparte”. In cosa consiste? Semplice: il Comune mette a disposizione delle associazioni culturali della città 165mila euro per produrre cultura. Il bando è stato pubblicato oggi e resta aperto sino al 22 aprile. Le sovvenzioni sono divise in tre tranche da 55 mila euro l’una. L’iniziativa è stata presentata dall’assessore Siotto assieme ai dirigenti del settore cultura Mauro Passarin e Riccardo Brazzale.

    Tre filoni di intervento: rassegne culturali, sostegno ai giovani e finanziamento di produzioni “green”

    Rassegne culturali. La prima tranche riguarda rassegne teatrali, di musica, di danza e cinema: punta agli organizzatori perché propongano prezzi ridotti, oppure pacchetti gruppo o famiglia per gli ingressi agli spettacoli. Il contributo coprirà i minori introiti derivanti dalla riduzione dei biglietti. “I vicentini non devono rinunciare agli spettacoli perché non hanno soldi”, spiega l’assessore alla Cultura, Simona Siotto. “Prendiamo esempio dalla Francia – aggiunge l’assessore – Paese in cui la metà del costo dei biglietti teatrali è pagata dallo Stato”.

    Giovani studenti. La seconda tranche di finanziamenti è diretta a laboratori, workshop, corsi e seminari, rivolti specialmente a giovani che intendono dedicarsi a studiare le arti, dalla musica alla pittura, dalle arti figurative alla fotografia. “I ragazzi – aggiunge l’assessore Siotto – ormai spesso non riescono a studiare e a seguire i corsi perché non possono permetterselo. Il maestro Giuliano Fracasso mi raccontava che ci sono studenti a Vicenza che non possono proseguire gli studi al conservatorio perché sono costosi, e c’è perfino chi è disposto a vendere il proprio strumento. Non possiamo permetterlo. Se perdiamo questa generazione a causa delle ristrettezze economiche imposte dal covid, lo pagheremo tutti in futuro. Dobbiamo aiutarli a studiare canto, disegno e tutto quello che rientra nei loro interessi”.

    Nuove produzioni culturali. Il terzo filone di finanziamenti punta a sostenere le nuove produzioni da realizzare in modalità sostenibile, basate cioè su specifiche tematiche che siano inerenti alla sostenibilità ambientale e al green living, da far conoscere anche nelle scuole e nei quartieri. “Devono essere nuove produzioni – spiega l’assessore – molto green, con attenzione, che so, alla plastica oppure all’anidride carbonica da ridurre, alle luci, al risparmio energetico e così via”.

    Tempi e luoghi. Il termine del 22 aprile è studiato perché una commissione possa valutare i progetti, stilare una classifica. Le iniziative dovranno essere concretizzate a partire già dall’estate del 2021. A seconda dei filoni, potranno poi proseguire sino a primavera del 2022. I luoghi delle iniziative dovranno essere focalizzati, naturalmente, su Vicenza: “Il primo e secondo intervento riguardano i cittadini, che avranno facilitazioni sui biglietti d’ingresso agli spettacoli, mentre il terzo è più specifico per i produttori di cultura”.

    Chi chiede cosa. Il contributo di 165mila euro è prelevato dal Fondo di soliarietà comunale per il covid 19, stabilito dal Consiglio comunale già l’anno scorso. Potranno fare domanda le associazioni culturali, gli enti no profit, le società cooperative a finalità mutualistiche, le associazioni di promozione sociale, di volontariato e le imprese sociali che operano nel settore culturale e ricreativo del tempo libero. Potranno fare domanda anche soggetti giuridici che operino in campo commerciale, ma soltanto nel caso in cui il progetto per cui si richiede il contributo non preveda utili di bilancio.

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