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Vicenza e alta velocità. Rucco: “Progetto irreversibile”. Ma mancano 1.32 miliardi di euro

Il tratto da definire è quello tra la stazione di Vicenza e Padova, che non ha progetto nè finanziamento

Sull’alta velocità il sindaco Rucco spiega che il progetto “è irreversibile” a meno che non si vogliano perdere altri vent’anni. Il problema riguarda il terzo dei tre tratti in cui è suddiviso il percorso Verona-Padova, quello che va da Vicenza sino a Padvoa: mancano 1.32 miliardi di euro. Per questa montagna di soldi si confida nel Recovery fund.

Un incontro a distanza tra il sindaco ed il gruppo di maggioranza ed i tecnici di Rfi si è tenuto nel tardo pomeriggio. E’ stata l’occasione – spiega una nota del municpio – per fare il punto della situazione per quanto riguarda i tre lotti funzionali che interessano il Vicentino e Vicenza del progetto Tav, il treno ad alta velocità, che rappresenta una rete ferroviaria sovra-nazionale (corridoio europeo) e raggiunge i 77 km complessivi per un costo di 4,64 miliardi di euro.

Il primo lotto, da Verona sino ad Altavilla, è finanziato, progettato e consegnato al general contractor per l’appalto

Il primo lotto, quello da Verona fino al “Bivio Vicenza” (Comune di Altavilla), è un’opera interamente finanziata e consegnata al general contractor per la redazione del progetto definitivo ed ha un costo 2,47 miliardi di euro;

L’attraversamento della città (da “Bivio Vicenza” alla stazione ferroviaria), rappresenta il secondo lotto ed è un progetto preliminare approvato dal Cipe lo scorso ottobre e in fase di registrazione alla Corte dei Conti che attende la trasmissione del verbale. Costo 845 milioni di euro.

Infine, il terzo lotto riguarda il tratto dalla stazione di Vicenza fino a Padova ma, al momento, non ha nessuna progettazione, salvo le misure di salvaguardia da Grisignano di Zocco a Padova in virtù di un progetto preliminare del 2003, recepito dal Cipe nel 2006. Costo stimato in 1,32 miliardi di euro

Rucco: “Il progetto che riguarda Vicenza forse non è il migliore, ma non possiamo rimetterci a discutere tutto e rischiare di perdere altri vent’anni”

Il sindaco Francesco Rucco

I tecnici di Rfi – prosegue la nota del Comune – hanno confermato i contenuti progettuali del secondo lotto che attraversa Vicenza, il più rilevante per la città in quanto oltre all’opera ferroviaria (in aderenza agli attuali binari), prevede una serie di opere complementari di ricucitura e riconnessione verso la stazione, sia ad ovest (Ponte Alto – Stazione) e sia a est (Stazione – Stanga). L’importo complessivo è di circa 845 milioni di euro e in tale cifra sono compresi circa 25 milioni per la realizzazione del filobus. “La soluzione progettuale – ha ricordato il sindaco Francesco Rucco – fu approvata dalla precedente amministrazione, con ampie prescrizioni e richieste poi accolte in sede Cipe. Nella permanenza e continuità che devono caratterizzare tali opere l’attuale amministrazione, pur non avendo mai compiuto atti formali, ha “accompagnato” l’iter al fine di rispondere alle esigenze del territorio e garantire una pronta realizzazione dell’opera”.

“L’approvazione da parte del Cipe del tratto ovest – ha evidenziato Rucco – rappresenta la definitiva acquisizione della soluzione progettuale, dopo oltre trent’anni di dibattito pubblico. L’iter è chiaramente irreversibile, a meno di voler discutere ulteriori soluzioni con un regresso di ulteriori vent’anni almeno. La soluzione approvata è una soluzione, non forse la migliore, su cui si sono progressivamente strutturati ed acquisiti tutti i necessari pareri, tra i quali ricordo quello di Unesco. La città di Vicenza, peraltro, riceve una serie di opere non strettamente dovute, ma complementari all’infrastruttura ferroviaria, tali da generare un volano notevole e un rilevante ammodernamento della rete infrastrutturale viaria cittadina”.

Prima dell’avvenuta approvazione al Cipe il progetto ha acquisito, tra gli altri, i pareri Unesco, Consiglio Superiore dei LLPP, Commissione tecnica VIA/VAS, Commissione Regionale VIA/VAS, Ministero delle Infrastrutture (Concessioni Autostradali), Ministero della Difesa (servitù militari e interferenze con opere di difesa, Comando Forze Operative Nord), Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (con pareri di ciascuna Sovrintendenza competente), Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali (Isonzo, Piave, Tagliamento, Brenta e Bacchiglione), Consorzio Alta Pianura Veneta, Autostrada BS-PD, oltre a Comuni, Provincia e Regione.

Il sindaco: “Sul terzo tratto, da Vicenza sino a Padova, puntiamo ai finanziamenti del Recovery fund”. Si studiano due ipotesi

Per quanto riguarda il tratto dalla stazione di Vicenza verso Padova non vi sono progetti, salvo uno studio del 2014, ma esiste un ampio dibattito pubblico e politico. L’esigenza di accelerare sulla progettazione risiede unicamente nell’opportunità di intercettare (mancano 1,32 miliardi di euro!) le risorse dal “Recovery fund”. “In questo contesto – ha annunciato il sindaco – si inserisce un’interlocuzione con Rfi che non è procedimentale ma finalizzata ad un giusto dialogo preliminare con il territorio, rappresentato dall’amministrazione comunale. Rfi sta chiedendo una condivisione preventiva sulla progettazione, in quanto intende, appunto, accelerare la predisposizione di un progetto preliminare. In questa interlocuzione ho chiesto di poter analizzare almeno due diverse proposte, che sono state rese comparabili anche con la soluzione, poi accantonata, di “studio 2014”.

Le due soluzioni sono l’affiancamento all’attuale linea, in modo similare al lato ovest della città o un parziale interramento (trincea, per i binari AVAC e quota differente per linea “storica”). Secondo i vertici e i tecnici di Rfi – conclude la nota del municipio –  la soluzione in trincea prevede sicuramente un allungamento dei tempi, ma anche conseguenze molto più impattanti per il territorio”.

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