giovedì, 11 Agosto 2022

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    Vicenza, il ministero ribadisce il vincolo: a Borgo Berga non si costruisce niente altro

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    Le controdeduzioni della Soprintendenza a Regione, Comune e privati: “no” a costruzioni anche nelle aree agricole

    Si apre un nuovo capitolo della vicenda legata al vincolo paesaggistico – tecnicamente è una dichiarazione di notevole interesse pubblico – che la Soprintendenza vuole porre sopra dieci chilometri quadrati della città, da ponte del Quarelo (a Sant’Agostino) sino alla Riviera Berica. Il motivo va rintracciato nel fatto che si tratta di un’area contraddistinta da un paesaggio agrario tradizionale e con caratteri tipicamente veneti. Nella foto, un’immagine del complesso di Borgo Berga alla confluenza di Retrone e Bacchiglione.

     

    Il Mibac vieta di edificare nel famoso “lotto E” che era ancora disponibile. E’ probabile che i privati presenteranno ricorso al Tar o al giudice ordinario

    Dopo la dichiarazione della Soprintendenza, cioè del ministero dell’Ambiente, e dopo le osservazioni spedite da Regione, Comune e privati, adesso è la volta delle controdeduzioni che il ministero dell’ambiente (in sigla Mibac) ha inviato da qualche giorno a Comune e Regione. Si tratta di un documento corposo che, in sostanza, ribadisce il vincolo. Questo vincolo non solo esclude la possibilità di alterazioni del territorio interessato, ma vieta anche nuove edificazioni nelle aree agricole. Il ministero ha rigettato, infatti, anche le osservazioni di privati e dello stesso Comune che chiedevano questa possibilità nei confronti di chi, alla luce delle norme vigenti, ne aveva titolo.

    In più, le controdeduzioni del Mibac specificano chiaramente che sul celebre “lotto E” del Piruea Cotorossi non si potrà costruire, completando l’edificazione dell’insediamento che la società “Sviluppo Cotorossi” (vale a dire il colosso Maltauro) ha battezzato “Borgo Berga”.

    Asproso: “Questo documento rappresenta una dura critica contro la politica del Comune da quindici anni a questa parte”

    Ciro Asproso, consigliere comunale di Coalizione civica che da anni combatte contro la cementificazione della zona, applaude a questa decisione. E commenta: “Con questo atto la Soprintendenza esprime una forte critica sulla politica del Comune in questi 15 anni, da Hüllweck in qua. La Soprintendenza afferma, tra l’altro, che il territorio a sud di Vicenza è stato sottoposto in tempi recenti a macroscopici interventi di espansione urbana e che le vicende legate al complesso del Piruea – ex Cotorossi ne rappresentano un esempio eclatante”. Nella foto, Ciro Asproso, consigliere comunale di Coalizione civica.

    “Al punto che – spiega la Soprintendenza – nella  definitiva perimetrazione di tutela, è stato necessario escludere il nuovo complesso di Borgo  Berga, poiché l’intervento operato dalla Società Cotorossi è così distruttivo da rendere impossibile riconoscere i tratti distintivi del paesaggio storico. Per queste stesse motivazioni il tanto conteso “lotto E” (per i suoi caratteri ancora preservati di paesaggio agrario) non rientra all’interno del “consolidato” e viene dunque preservato da qualsiasi nuova edificazione”.

    In buona sostanza, sintetizza Asproso, la posizione della Soprintendenza è questa: a Vicenza in quella zona è stato costruito troppo e male, al punto che Borgo Berga (con la solo esclusione del Lotto E) ha perso completamente ogni connotato del paesaggio originario.

    Ora al Comune e ai privati non resta che la strada del ricorso amministrativo o giudiziario contro la decisione del Ministero.

    Asproso saluta come una vittoria questo atto del ministero, che “nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio è stato pesantemente aggredito dalla speculazione edilizia, al punto da compromettere in maniera irreversibile alcuni dei caratteri tradizionali e storici del paesaggio locale. Ad aggravare la situazione ha contribuito l’atteggiamento del Comune di Vicenza che – negli anni – non ha saputo/voluto salvaguardare in via preventiva e in maniera adeguata le caratteristiche identitarie e il patrimonio collettivo che aveva in cura”. Nella foto, un’immagine dell’insediamento una volta ultimato.

    “Particolarmente significativa, a tal proposito, è la risposta fornita al Comune, laddove questi rivendicava il diritto, anche in zona agricola, di dare attuazione alle previsioni urbanistiche del Piano degli Interventi. Com’è noto – replica il Mibac – “la tutela paesaggistica è sovraordinata a quella urbanistica, pertanto è la pianificazione che deve adeguarsi alla tutela e non viceversa”.

    Inoltre, aggiunge Asproso, è interessante sottolineare che “la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Soprintendenza trae origine dalle segnalazioni e dagli esposti presentati dai comitati cittadini, oltre che dalle raccomandazioni espresse dagli ispettori Icomos per conto dell’Unesco. Una precisazione questa, che rende onore alle lotte intraprese, per tutti questi anni, dalle componenti più avvedute della società vicentina, in difesa del territorio e dei beni comuni. Ma che, parimenti, si configura come un preciso atto d’accusa rivolto alle istituzioni pubbliche e alla politica locale”.

    “Alla luce di quanto illustrato e in previsione del nuovo strumento di pianificazione urbanistica, in fase di studio, ritengo non sia più rinviabile un serio e articolato confronto in Consiglio comunale al fine di limitare non solo a parole, ma nei fatti, il costante depauperamento di suolo libero, e di contrastare la devastante speculazione edilizia, che ha stravolto il nostro paesaggio e la nostra stessa identità culturale”.

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