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Vicenza, la ministra Stefani: “Vaccinare subito le persone con disabilità e chi li assiste”

Erika Stefani ha visitato la struttura di Bertesina de “La nostra famiglia”

Vaccinare subito le persone con disabilità e anche chi è vicino a loro. Lo ha dichiarato il ministro Erika Stefani che s’è recato in visita alla struttura de “La nostra famiglia” a Bertesina, Vicenza. Il ministro è stato accolto dal sindaco Rucco che l’ha accompagnata nella visita. Ai microfoni della Rai, al termine dell’incontro Erika Stefani ha spiegato che si deve dare priorità nella distribuzione dei vaccini alle persone con disabilità gravi e anche ai “caregiver”, i loro accompagnatori. Per raggiungere questo obiettivo, il ministro sta facendo pressioni sul collega responsabile della Salute, Roberto Speranza. “Bisogna fare presto ed estenderli anche a chi si prende cura di loro, che rappresentano spesso l’unico cordone sanitario che li protegge”.

La tappa di Vicenza si inserisce nel programma della ministra per conoscere le varie realtà del mondo della disabilità: Erika Stefani sta concretizzando il proposito che ha annunciato appena insediata, cioè che intendeva mettersi in ascolto delle associazioni che compongono il pianeta-disabili.

La ministra s’è fermata ad ascoltare le ragioni della protesta dei lavoratori che hanno organizzato un sit-in di protesta contro “La nostra famiglia” che ha disdetto il contratto

La visita ha avuto anche un momento sindacale. Il ministro, assieme al sindaco di Vicenza, si è infatti fermato con i lavoratori e i sindacalisti che avevano organizzato un sit-in davanti alla struttura per approfondire e ascoltare le ragioni del presidio e della mobilitazione – dichiarano Ivan Bernini, segretario generale Fp Cgil Veneto e Giulia Miglioranza, segretaria generale Fp Cgil Vicenza. “Dopo 12 anni di scadenza contrattuale, oltre un anno di discussione in sede di trattativa per raggiungere un accordo – dice una nota della Cgil – l’intervento di Stato e Regioni che hanno assunto l’impegno di intervenire anche dal punto di vista finanziario per agevolare la chiusura della trattativa, è per noi incomprensibile e fuori di ogni corretta relazione tra parti datoriali e associazioni dei lavoratori, che “La Nostra Famiglia” abbia scelto di non applicare il contratto e di uscirne, cercando la via dell’applicazione di un contratto, peraltro a sua volta scaduto nel 2012, che incrementa l’orario di lavoro e diminuisce le retribuzioni. Tra soggetti seri ed affidabili bastava una stretta di mano per garantire l’impegno nel rispettare i termini di accordi presi tra contraenti. Oggi, evidentemente, neanche un accordo e un contratto sottoscritto sono sufficienti al rispetto di quanto concordato. E nonostante un accordo Nostra Famiglia si è sentita libera di fare quel che gli pare”.

Questa la posizione espressa al ministro. La Nostra Famiglia – prosegue la nota – eroga prestazioni sanitarie in convenzione con il sistema sanitario, prestazioni che rientrano nei “livelli essenziali di assistenza” nell’ambito della riabilitazione, finanziate dalla Regione. “Per questo stiamo sollecitando l’assessore alla Sanità ed al Sociale per convocare le parti sindacali e avere il rendiconto di quanto chiesto anche a questa struttura visto di cui finanzia le attività. Non sarebbe comprensibile il finanziamento da un lato e la conferma di non applicazione del contratto sanità privata così come sottoscritto dopo 12 anni dall’altro”.

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