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Cavarzere, all’Ipab Danielato arriva la finestra degli abbracci

Cavarzere, Ipab Danielato. Una finestra per gli abbracci per ridurre le distanze e ritrovare il contatto diretto con i propri cari

La finestra degli abbracci all’Ipab Danielato di Cavarzere

Allestita a marzo, in forma ridotta per via dei lavori in corso, rappresenta una preziosa occasione per ospiti e familiari, per scambiarsi un po’ di affetto e coraggio, stringendosi in silenzio le mani.

Uno spazio per ritrovare il contatto con i propri cari

“Il segreto dell’amore è tenersi per mano in silenzio”. Con questa frase postata sui social l’Ipab Danielato comunica l’arrivo della finestra degli abbracci: uno spazio all’interno della struttura nel quale i residenti potranno ritrovare il contatto con i propri cari.

Il rapporto con il mondo esterno, ma soprattutto con i famigliari, manca ormai da molto e questa finestra è uno spiraglio di luce e speranza per tutti. “Ci sarebbe piaciuto allestire una stanza più grande e spaziosa” sostiene l’educatrice Laura Bellan, ma i lavori di ristrutturazione per la realizzazione della cucina interna al momento non lo hanno permesso.

La finestra degli abbracci

Così, a marzo, durante il secondo lockdown è arrivata la finestra degli abbracci. Posta al piano inferiore, è una semplice finestra nella struttura alla quale sono stati aggiunti due lunghi guanti che permettono di toccare e accarezzare gli anziani in totale sicurezza lasciando spazio soltanto alle emozioni. Tra una visita e l’altra i guanti vengono igienizzati dal personale prima e dopo l’utilizzo e i residenti vengono accompagnati dalle varie figure professionali che facilitano la comunicazione tra interno ed esterno.

Le parole di ospiti e famigliari

“E’ stato un anno duro quello che abbiamo passato ma grazie alle nuove tecnologie del giorno d’oggi le mancanze si sono fatte sentire di meno” racconta la signora Luisa, residente all’Ipab Danielato da sei anni.

“All’inizio eravamo molto sconfortati e anche un po’ arrabbiati ma poi abbiamo tenuto duro e ce l’abbiamo fatta” continua Luisa, aiutata da una forza che ha trovato soprattutto nei suoi familiari che, tramite videochiamate e videomessaggi, le sono stati sempre vicini.

“E’ stata un’emozione grandissima poter toccare di nuovo le mani di mia mamma dopo tutto questo tempo” sostiene un familiare commosso. La finestra, infatti, ha permesso di poter accarezzare la mamma stabilendo così un contatto basato prevalentemente sull’amore, l’empatia e la tenerezza.

Una carezza per gli anziani

“Come in altre residenze per anziani questa invenzione, per adesso, rimane l’unico modo per avere contatti con l’esterno – racconta l’educatrice – durante l’estate passata invece sono state attuate le visite in giardino. I famigliari, dopo un attento triage che prevedeva la misurazione della temperatura e la sanificazione delle mani, potevano incontrare gli anziani mantenendo le dovute distanze all’aria aperta” .

In questo periodo così difficile tutto acquista un significato più profondo e una carezza per gli anziani, improvvisamente privati per molto tempo dei loro affetti, diventa la cosa più semplice e pura che possono desiderare.

Benedetta Cesaro

 

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