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Chioggia, sindaco Ferro: “Ancora troppo da fare per lasciare la città in mano a un commissario”

Per Alessandro Ferro, sindaco di Chioggia: “C’è ancora troppo da fare per lasciare la città in mano ad un commissario”. Ferro, in questa intervista, ci ha parlato della sua esperienza come sindaco

Sindaco Alessandro Ferro
Sindaco Alessandro Ferro

Dopo la fuoriuscita di parte della maggioranza dal consiglio comunale di Chiogggia, il sindaco Ferro commenta quanto è successo e guarda al futuro: “Valuterò nei prossimi mesi una eventuale ricandidatura. Per ora posso dire che molte polemiche erano pretestuose”.

A distanza di qualche settimana dall’uscita dal consiglio comunale di parte della maggioranza, vuole replicare a chi richiedeva a gran voce un passo indietro?

“Su questa questione mi sento di dirle che in questa fase molto delicata, nel pieno dell’emergenza sanitaria, con stagione turistica alle porte, emergenza economica e molto altro; pensare di lasciare la città nelle mani di un Commissario è sbagliato. Questa figura è estranea alla conoscenza del territorio, serve tempo per capire quali sono le dinamiche e le problematiche della città. Mi sento spinto a proseguire con determinazione fino alla fine del mandato, con il coinvolgimento delle altre forze politiche. La trovo una manifestazione di responsabilità nei confronti della città”.

Le difficoltà quotidiane per gestire un territorio complesso come il comune di Chioggia sono molte. Quali saranno i prossimi grossi impegni da portare a termine da qui ad ottobre?

“Di “carne al fuoco” ce n’è parecchia. Sono convinto che ce la faremo ad affrontare i temi caldi di edilizia sostenibile, piano di Protezione civile, bilancio partecipativo, distretti del commercio, programma Legge Speciale e protocolli speciali caserma Vigili del Fuoco e Vigili Urbani; PAT. Dubito che un commissario possa riuscire a portare a compimento queste attività. Io sono convinto che ce la faremo”.

Situazione COVID-19 a Chioggia. Se non ci dovesse essere una frenata dei casi (in risalita), verrà presa qualche specifica iniziativa comunale per arginare il diffondersi del contagio?

“Sì certo, in passato sono già state emanate diverse ordinanze. Mi viene in mente l’estensione dei plateatici, l’utilizzo dei posti a sedere su tavolini limitato a due persone; ordinanza quest’ultima ancora in essere. Altre limitazioni hanno riguardato la chiusura di parchi, diga, passeggiata del Lusenzo o sospensione del mercato settimanale. Spero di non dover ricorrere a questi strumenti. I casi ad oggi sono in aumento. Dal picco di circa 1150 positività eravamo scesi ad 80. Ora siamo intorno ai 280. In ogni caso c’è stata una proficua collaborazione con l’Ulss 3 Serenissima con la campagna vaccinale “Nessuno resterà indietro!”. Ci siamo posti l’obiettivo dei 1000 vaccini al giorno. Il nuovo assessore (Angelo Boscolo Bariga, neo assessore alle Politiche Sociali, ndr) darà supporto proprio su questi temi”.

A volte le polemiche fanno più rumore dei risultati. Lei sta ancora guidando il comune di Chioggia e non è stato sfiduciato in consiglio comunale. Sicuramente ha scelto un basso profilo per le battaglie portate avanti e ha riconosciuto alcuni limiti. Ad Ottobre la vedremo in corsa per una eventuale ricandidatura?

“Valuterò il da farsi da qui ai prossimi mesi, considerato lo slittamento della data delle elezioni. Farò le mie valutazioni quando saremo a ridosso della campagna elettorale. Mi sento comunque di dire che molte delle polemiche di questi anni erano pretestuose, sterili. Tante si sono dissolte come una bolla di sapone. Molti  risultati sono stati artificiosamente messi in ombra. Ricordo la legge case sul Lusenzo, il Protocollo per il Forte San Felice e lo stop al deposito GPL”.

Luca Rapacciuolo

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